Quando lo straordinario diventa quotidiano, allora è rivoluzione.(E.Che Guevara)

Su di me

Nei miei occhi
Erikaluna
Erikaluna racconta

Sguardi

Bianconeve2008
Toscatunno
Last day
Xmas carroll 07
Delft
Liguria Swing
Murabilia
Le onde ribelli
Le onde perfette
Paimpont
Riviera del Conero
Giverny
Paris nous appartient
Normandia
Bretagna
Roma, volo di angelo
La strada
Luci d'inverno
Sinfonia d'autunno
Marina di Ravenna
San Gimignano
Portovenere

Creative Commons License
Il contenuto in parole e foto è opera mia e pubblicato sotto una creative commons license, pertanto è vietato utilizzarlo a scopo di lucro, modificarlo, utilizzarlo per creare altre opere. Talora fossero presenti contenuti che violano le leggi sul copyright, segnalamelo e provvederò a rimuoverli Licenza Creative Commons

The Dreamers'Game

Viaggi indispensabili

Faccine
Ben
Millepapaverirossi

Ippocampo
Il Regno di Mirabilia
Zuly
Human rights
Il principe sofisticato
Eccardo
Eccemarco
Blaue Blumen
Baaahhh!
Isola nel mare
Asileday
Rear Window
Alderaban
Grublog
Marcel
Poemetto amoroso
Zumal
Ale
Neo
Lemieparole
CBH
Anto
Soleombra
2046
Officina della poesia

Ivan
Monicabionda
Bea

Contatore

sono stati rubati *loading* sguardi

Amo

Stromboli, terra non solo di Dio- My blueberrynights-Il pensiero analogico di Alicudi- Le luci di Natale- La libreria faharenheit- Il cuore delle Eolie- Lipari, sempre e comunque-Il cratere di Vulcano-Inferno, canto V- Turandot-1 Corinzi 13-Le note di Tiersen- I murales di Bruxelles- I canali di Delft- I cigni di Brouges- L'atmosfera di Amsterdam- Via degli Stampatori-Piazza Trilussa il sabato sera- La prima notte d'amore a PortoVenere- I nidi di cigogna a Faenza- Cacao amaro al 70%- La marmellata di arance amare- L'odore di cannella- Cuba Libre-Lo Zebre a Belleville-Il parco del Valentino- Le fiabe come catalogo aperto di destini-I tre colori delle spiagge di Santorini, e i tre colori di Kielowsky- Bacco e Dionisio che danzano nel Carnevale- Il tramonto ad Ohia- Kim ki Duk-Juri- Cap Faherel-I gabbiani di St.Malò-La bassamarea in Bretagna- La foresta di Paimpont-gli angeli del fango- la meglio gioventù- I sentieri delle 5 terre- Trieste- Le scogliere di Etrat-Il ghetto di Venezia- L'anfiteatro di Taormina- Blu-All'ultimo respiro- Donne che corrono con i lupi- Le fiabe-l'odore dell'anice stellato- 51 Rue de Bercy, Paris-Passeggiare a Belleville- Il museo del cinema di Torin- Out oh Hell (Elisa)-Portovenere- Catturare sguardi-L’atelier sul mare- Il raggio verde a Forio di Ischia- Gli orologi di Dalì- La mia Pentax- Il thè nel deserto- Bergmann- Un viaggio in sospeso ad Alicudi- Cucinare per le persone che amo- Limelight- La notte di S.Lorenzo- Mullholland Drive- Collezionare sabbie- La pizza di Michele- 2046- Fahrenheit 451 in Campo dei Fiori- Blow up- La Pedrera- Il sorriso etrusco-Rilke-Il giardino di Boboli durante il temporale- Gli occhi di mia nonna-I violinisti di Chagall, ma anche i suoi sposi- I tramonti in inverno- Il muro di Gerusalemme-La stazione di Bologna- Le prospettive di Escher- Le stelle che ridono di un piccolo principe e le stelle di Van Gogh-Le pietre del Vayont- Guernica- Kill Bill- I capricci di Paganini- Canone Inverso- Le foto in bianco e nero- Il 25 Aprile- Dipingere- La Chimera- Gli incensi- Solaris- La mia videocamera- The dreamers- Kar Way Wong- Il Davide di Michelangelo- La messa è finita- Il cielo sopra Berlino- Tutto su mia madre- Evaluna in d’amore e ombra- I ritratti del Che- L'Alhambra- I baci con lo schermo nel cuore- Le labbra di Wharol- L'apple pie- Il corridoio Vasari- 1977- Si, viaggiare- Buena vista social club- La sala cinematografica- La voce del violino- Le risate dei miei alunni- I corpi nudi sporchi di colore- Piazza Vinceslao- Il silenzio di Pompei- Ederlezi- La baia del silenzio- Il cantico dei cantici- Scrivere, sempre- Il marmo delle Apuane- Il mare- La tavolozza dei colori- La 1000eunesimanotte- I ritmi tribali dello djambè- Le allucinazioni di Lynch, Moretti, Bertolucci, Tarantino, Almodovar, Antonioni- Terra bruciata di Siena- Doisneau- La voce di mia madre- La Marselle- Le case colorate a Vernazza- I filobus a Lisbona- Nuotare, assolutamente- I Girasoli nel Chianti- L' Avana- Chet Becker- Le spezie-Le rughe sui miei libri- La via Emilia- Un uomo – Caro diario-La donna cannone-carlita'song- La volubilità di Alice- Napoli- L'archivio Alinari- L'odore del pane sfornato- I cammini di Chatwin- Le parole di Neruda, Shakespeare, Hikmet e Prevert- Le Marais a Parigi- Roma città aperta- L'odore di mio nonno- Veronika- La scogliera a Cabo do Roca-Le città invisibili- Piazze del Palio-I canti Klezmer- Il cielo su Ustica- La risata di mia sorella- Il tango in plaza de Mayo- Le saline di Trapani- Dos gardenias-La Vita-

domenica, 04 ottobre 2009
Bastardi senza gloria

(

La trama è nota a tutti. Nella francia occupata dai nazisti tra il 1941 e il 1943, si svolgono le vicende parallele di un gruppo di soldati americani di origine ebrea ( i bastardi senza gloria) che seminano il panico tra le truppe naziste perchè il loro obbiettivo è farli fuori, portandosi via lo scalpo. E la vicenda di Shoshanna, una giovane ebrea fuggita ad un eccidio nazista e che a Parigi gestisce un cinema. In occasione di un’ importante premiere di propaganda presieduta da Goebbles e che ospiterà anche Hitler le due vicende parallele si intersecano con il fine di far fuori i vertici delle SS e della Gestapo, da parte dei Bastardi, e di bruciare il cinema intero per lo stesso scopo da parte di Shoshanna dando fuoco alle 350 pellicole al nitrato conservate nell’archivio. Alla fine l’obbiettivo sarà raggiunto e la seconda guerra mondiale terminerà diversamente da come la storia invece ha scritto.

Cosa dire di Quentin che non ho già detto?
Tecnicamente: nel film ritroviamo le caratteristiche del suo linguaggio filmico ( video split, fermimmagine con didascalie etc etc) anche se meno ostentate rispetto ai precedenti.
I movimenti della mdp son ben controllati, le inquadrature riprendono le lezioni di Leone sul western, i movimenti sono precisi e contribuiscono alla suspense che, insieme a una brillante ironia, fa parte della storia. A tale proposito bellissima è la sequenza in cui i Bastardi chiedono al soldato semplice, che poi rilasceranno alcune indicazione, strategiche sulla cartina: i movimenti di macchina nel dialogo sui primi piani dei 3 personaggi e sulla cartina sono assolutamente avvincenti e perfetti.
Dal punto di vista della narrazione Tarantino sappiamo che è un grande burattinaio: i suoi personaggi si muovono bene, così bene da cambiare persino la storia scritta. Ogni tanto ci regala qualche dettaglio di messa in scena splendido ( come il bicchiere di latte che ricorre nei due incontri tra Shonsganna e Landa) o come la pipa alla S. Holmes di Landa stesso, connotandolo fin dal principio come un investigatore più che come un militare.
La prima sequenza di 10 min sull’eccidio della famiglia ebrea posso definirla magistrale: per il ritmo, per le inquadrature, per la capacità di sintetizzare in immagini e parole (il discorso dei ratti) l’essenza dell’olocausto. Altrettanto meravigliosa è l’ultima parte nel cinema dove il sonoro delle sparatorie sullo schermo copre quelle reali, e dove il montaggio alternato tra il soldato che recita nel film e la sua morte effettiva è molto toccante.
Probabilmente dal film si evince un punto di vista americano, e non poteva essere altrimenti. E’ interessante vedere come i vari popoli che si muovono nella storia (italiani, tedeschi, neri) siano connotati con le banali etichettature correnti.
Gli attori sono molto bravi e convicenti, soprattutto l’interprete di Landa. Inoltre: sarà un caso che il primo a morire dell’operazione Kino è proprio il soldato che prima della guerra faceva il critico cinematografico?
Infine i due punti che non mancano mai nei film di Tarantino: la donna come figura di riscatto umano e il cinema.
Anche in questo film le donne sono personaggi positivi e detentrici di valori umani da salvaguardare. Le due protagoniste femminili sono assolutamente bravissime entrambe. Tra l’altro numerose furono le attrice del terzo reich che misero a repentaglio la loro vita come spie. Inoltre nella scena finale di Shonshanna ci aspettiamo ardentemente come pubblico che non spari il colpo finale, per quanto il tema della vendetta fosse già presente in altri film di Tarantino, e qui, a differenza di Kill Bill, la donna davanti al soldato morente ha quella pietas che dovrebbe distinguere l’umanità, anche se le costerà la vita stessa. Ma Shonshanna continuerà a vivere nel gesto audace del montaggio in cui come giovane ebrea dà a tutta la nazione tedesca il suo messaggio, e nel gesto di bruciare così tutto il cinema.
Il cinema, un atto d’amore. Una riflessione per il cinema di propaganda, ma anche per il cinema di Pabst e dei cineasti ebrei nella Germania prenazista. Ma anche il cinema che in qualche modo può cambiare la storia. E se non lo può fare il cinema, in questo caso ci può riuscire un cinema bruciando se stesso. E la chiave vincente di questo film credo sia proprio la possibilità di rivolgersi sia al largo pubblico, come storia di una storia che poteva essere diversa, sia a quello esperto che si può divertire come sempre a cercare riferimenti di altre cinematorgafie.
Il film è anche in qualche modo catartico: per la prima volta gli ebrei li vediamo essi stessi violenti, i ruoli sono ribaltati. E il dilemma rimane questo. Per la prima volta il regista ha fatto un’opera storicamente inquadrata, tra l’altro la violenza delle SS basta da sé e mi chiedo che le circa tre sequenze un po’ splatter fossero così necessarie…a questo punto credo che non ne abbia più bisogno Tarantino: il film regge bene anche da solo, e il suo pubblico la lezione sulla violenza ostentata l’ha ormai compresa.
Bella e attuale anche il discorso sull’uniforme: un uomo non cambia il suo passato togliendosela. E sulla scena finale, quando Pitt traccia l’ennesima svastica in merito, come non pensarla autoreferenziale la domanda “E’ il mio capolavoro?”
Secondo me si, è il capolavoro di Tarantino, perchè l’ho trovato geniale, cresciuto, con alcune cose ancora da rivedere, ma sicuramente il suo film più completo.

Tatuato su: erika_luna a 18:49 | link | commenti |
la lanterna magica

giovedì, 01 ottobre 2009
I sogni ad occhi aperti

"Sogno di andare nella mia terra, nel mio paese ma non dimenticare il favore dell'Italia: i compagni, la scuola, le professoresse e i professori e l'ambiente. Mi piace avere un cuore morbido" ("I sogni ad occhi aperti", lab.interculturale)

Tatuato su: erika_luna a 07:49 | link | commenti (3) |
senza perdere la tenerezza