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Tre mesi sono tanti, bastano per cambiare casa, amore, città.
Tre mesi sono tanti, sono la durata delle vacanze estive, di uno stage, sono lo svanire di un innamoramento, è una commedia in un atto unico.
Tre mesi sono tanti, sono novanta giorni e novanta notti, un quarto di un anno, un trimestre di valutazioni, una vita che prende forma.
Ma tre mesi sono pochi, pochissimi. Tre mesi non bastano per dimenticare, per avere giustizia, per guarire dal dolore, per essere strumentalizzati da spot politici.
Tre mesi non si riempiono le assenze assolute, anzi il vuoto diventa voragine.
Tre mesi non cancellano la storia in fiamme impressa sulla corteccia degli alberi
Tre mesi non cancellano il silenzio dagli scheletri di case colorate di nero.
Tre mesi è la durata di una melodia triste che stana le paure, passa le fibre dell'anima per restare appiccicata sulle pareti più segrete.
Tre mesi sono tempo puro e doloroso che mischia lacrime e speranze, rabbia e amore.
Tre mesi iniziano a essere un'attesa per la voglia di cambiare.
(29/06/09-29/09/09)









Premessa: l'idea di ritrovarsi a Venezia con i miei amici cinefili sparsi in tutta Italia, è nata in un momento difficile, dopo il 29 Giugno...l'idea di ritrovarsi con persone care e importanti mi ha fatto sentire la loro vicinanza in un momento difficile. E un po' per comodità, un po' per abbinare l'incontro a una scorpacciata di cinema ci ha fatto scegliere Venezia come luogo dell'incontro, tanto per vedere anche film che magari nelle nostre piazze non arriveranno.
Location:
LIDO: un luogo che non esiste, privo di bar, di gente che passeggia, un non luogo o un luogo chiuso in se stesso
Cast:
I BIGLIETTI IMPRENDIBILI: per una strana organizzazione alcuni biglietti si possono acquistare comodamente su internet. Altri vanno presi con il coupon gratutio il giorno prima della proiezione ( secondo regolamento). In conclusione abbiamo visto solo 1 film prenotato su internet, perchè l'altro non è stato possibile vederlo, i biglietti non son stati dati il giorno prima, ma la mattina stessa alle 8.30, e visto come ci si muove bene con i vaporetti ovviamente eran già finiti. Forse bastava democraticamente metterli tutti su internet. La signorina poi ci voleva dare quello gratis per il giorno dopo. E' stato difficile farle capire che non volevamo il coupon free, ma che eravamo lì esattamente e solamente per quel film...da lì abbiamo capito che eravamo le persone giuste nel posto sbagliato. O viceversa.
L'ACCESSIBILITA' E IL RESPINGIMENTO: riuscire a vedere un solo film in due giorni di festival è davvero triste. Il festival è quella dimensione in cui si vede in film dietro l'altro, dove (finalmente) ci si perde nelle pellicole dimenticando il fuori. L'organizzazione invece latita, e rimanere senza film da vedere a un festival del cinema è davvero triste. Inoltre ci sono tantissimi controlli per entrare in sala, quasi come all'aeroporto, e una massiccia presenza di forze dell'ordine in tenuta antisommossa...un po' tanto per un Festival no?
IL MADE IN ITALY: non vedendo film potevamo buttarci sul cibo. Il ministero dell'agricoltura ha voluto fortemente solo prodotti italiani all'interno della mostra ( la cosa si commenta da sola)...peccato che a rappresentarci ci fosse tra l'altro una pizza talmente gommosa da rimbalzare.
IL (FALSO) MURO DEL PIANTO: gestito da Ippoliti dovrebbe accogliere le nostre lamentele, e premiare con la coppa CODACON la mitliore, su questo muro come si nota nell'album, ci siamo espresse parecchio...Pensandoci bene anche questo fa parte del circo: le lamentele riguardavano i pavimenti bagnati, la sciarpa di Muller e altre cose di questo tipo...
IL SENSO CRITICO DEI VENEZIANI: nelle numerose file fatte per non arrivare a niente ci siam messi a parlare coi veneziani, i quali difendono a spada tratta il loro festival, dicendo che quest'anno è organizzato benissimo. A mio avviso no. Mi è stato risposto che a Cannes è peggio perchè non si vedono i film, penso che allora sia meglio così almeno la cosa si sa ed è ufficiale. Noi toscani siam molto polemici certo, e noi viareggini amiamo il nostro carnevale ma se qualcosa non va a modo state tranquilli che se ne parla...eccome!
FRANCESCA: ecco, il film che avevo prenotato è quello che tra l'altro ha fatto tanto arrabbiare l'On.Mussolini. Cmq, il film mi è piaciuto moltissimo, è fatto bene, ben recitato, ottima trama, ottimo specchio non solo per come i romeni vedono noi, ma anche su come loro vedono noi: insomma una non possibilità di scegliere per molti di loro. E comunque alla seconda proiezioni hanno applaudito tutti sulla battuta di cui sopra. Peccato che forse non verrà distribuito.
Concludendo: OGNI PAESE HA IL FESTIVAL CHE SI MERITA E IN CUI SI RISPECCHIA.
Detto questo, mi son divertita moltissimo perchè ero con i miei amici. Per il resto concludo con una frase storica che auspica un po' di apertura da parte degli organzizatori, altrimenti va disertato in maniera assoluta!
SENZA PUBBLICO ( E SENZA POPOLO) NON C'è CINEMA

Surreale. Surreale la voce del violino in pineta, e sempre si mischiano le corde. Surreale il ritorno al lavoro. Surreale un biglietto per tornare a Venezia. Surreale un libro tra le mani. Surreale uno scorrere di titoli di coda senza passare dalla trama.