Quando lo straordinario diventa quotidiano, allora è rivoluzione.(E.Che Guevara)

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lunedì, 31 agosto 2009
Si è fatto buio presto.

Esterno notte, 31 Agosto

C'era una piccola festa sul canale, i soliti volti noti e qualche nota. Sul lungomare spicciolate di persone silenziose. Un ragazzo davanti a una vetrina di intimo imprecava agitandosi nel rifiutare un lavoro. Due bambini schiamazzavano nelle strade del mercato ormai vuoto. Una musica stanza dal bar dei portici mentre si chiude l'ombrellone. Tre uomini davanti a intermittenze televisive a commentare il calcio che è già di ieri. Dal balcone una coppia di una certa età ci guarda. Noi che attraversiamo la notte silenziosamente, camminando alla Pennac col nostro cane di fianco, facendoci strada su un percorso pedonale solo a parole: metri di tavolini all'aperto da evitare con una gincana. Negli occhi passano immagini future. Le caldarroste all'angolo, i bambini al forno alle 16.30 dopo l'uscita di scuola, l'odore di caffè caldo dai bar. Sarà per questo che oggi si è fatto buio presto.

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intermittenze

sabato, 29 agosto 2009
29

Ho un'ustione al centro dell'anima
profonda 29 nomi tatuati sull'epidermide.

Ho un boato assurdo un cielo scucito
binari incandescenti e zone rosse.

(Non si può morire così in una notte d'estate )

Ho grida che incendiano l'aria
sirene insufficienti per la conta dei morti
bambini arsi vivi
persone spalmate sull'asfalto
storie in un lampo cenere.

Ho sensazioni paure rabbie
non trovano riposo
le lacrime in quattro diverse lingue:
fiamme che non purificano
e indignano incessanti.

Ho la vita rischiata di eroi comuni
a strappare ancora pelle altrui dalle scintille.

Ho odore di morte e distruzione:
quell'attimo e la mia città non era più.

Ho uno zero negli occhi,
pari al numero degli indagati.

Ho un giardino per la memoria
dove i fiori come i dolori son sempre freschi.

Ho, nell'inferno dei viventi,
una spiaggia e al di là del molo
dove mi inginocchio
per non dimenticare.


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venerdì, 28 agosto 2009
Stringerti

Stringerti . Per un istante. Sarebbe come condensare tutto il tempo che ci resta. ( In questa centrifuga di incoerenze, in questo temporale inatteso sulle mie spalle nude, in questo soffio capace di abbatere mura sapientemente erette, in questa mareggiata di fine estate che agita i pensieri, e altre intimità)

Photo by MIA87

Note al margine:

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli

e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,


non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,

cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

 

 Sono affamato del tuo riso che scorre,

delle tue mani color di furioso granaio,


ho fame della pallida pietra delle tue unghie,

voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

 

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,

il naso sovrano dell'aitante volto,


voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,

cercandoti, cercando il tuo cuore caldo

come un puma nella solitudine di Quitratúe.

(P.Neruda)

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sherazade

mercoledì, 26 agosto 2009
In Irlanda/1

C'era il tempo di Dublino che scorreva di una lentezza doppia rispetto a tutto il resto, malgrado i prati del Trinity affollati di studenti come in Piazza dei Miracoli.

C'era il Temple Bar, più che un luogo un modo di essere e subito si impara quanta storia ci sia dietro un bicchiere di birra, ma anche dietro a un cheese cake.

C'era appunto un parco giochi per grandi, ma era lo Storehouse della Guiness.

C'erano mitici e geometrici scogli esagonali sulla Giants Couseway, un anziano si arrampicava sulla scogliera aiutato dal suo bastone, con un vigore negli occhi come chi sa di compiere una delle ultime desiderate imprese, come lo sguardo di chi guarda il mare senza sapere se lo rivedrà.

C'era un ponte di corda a Carrick a Rede e sotto la scogliera sospesi a mezz'aria come accade spesso alle anime un po' dannate, oltre 30 mt sull'Oceano.

Poco prima ci aveva sorpreso uno scroscio incredibile, bagnandoci totalmente, aveva il gusto dello stupore come quando da piccoli si salta nelle pozzanghere.

C'era una frase a Belfast che girava per le strade messe a nuovo “ She was alright when she left here”, e si riferisce al Titanic.

C'era nel cuore di Belfast lappena ristrutturato con acciaio e vetro, forse perchè fosse un cuore trasparente e forte, una ragazza che cantava per strada, aveva una voce meravigliosa e potente, da far tremare i vetri sparsi sui pavimenti dell'anima.

C'era un tassista nel suo veicolo stupendamento black che raccontava a dei turisti baschi ogni murales di Belfast: io quei murales me li son cuciti sul cuore.

C'era un muro a Belfast, come a Gerusalemme, a Berlino, a Gorizia, solo che a Belfast c'è ancora,polimaterico, è alto più di 6 metri, ogni tanto aprono le porte per transitare. A differenza di altri muri confina con le mura domestiche delle case, il fatto è che si importa la democrazia quando in casa non ce l'abbiamo, nel nostro colto e avanzato occidente.
Dublino, Guinees Strehouse
Belfast Est, Murales

Giants Couseway

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le città invisibili

lunedì, 24 agosto 2009
Inatteso.

 

Inatteso soffio estivo

leggero e caldo sulle pieghe


invece


sfogliate pagine e finestre spalancate

frammenti di vetro e ossa

sete fra i silenzi

e


infine


un sonico vuoto.

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intermittenze

domenica, 23 agosto 2009
Nel 1977

Nel 1977 mia madre aveva 22 anni, io 1. Nel 1977 stavamo in centro, a Firenze. Mi ha raccontato che spesso aveva paura a portarmi fuori, paura che potesse succedere qualcosa, di trovarsi in mezzo "al piombo" di quegli anni. Il giorno che hanno ritrovato Moro, mi ha tenuto in collo continuamente. Io, personalmente, son sempre stata affascinata nella comprensione di quegli anni. I professori di Storia poi, per fortuna davvero in gamba, dalle superiori all'università, nella quasi totalità di sinistra, hanno sempre cercato di portarmi dentro ai nostri conti aperi: la resistenza, gli anni 70, la mafia, e li sono riconoscente. Ieri, cercavo un libro in libreria, e mentre aspettavo tra le mani mi si appiccica un libriccino giallo, con la foto di tre bambini e una donna che effettivamente era vestita come mia mamma quando ero piccola. Il libro che cerco non c'è e sono felice, così mi prendo il libriccino giallo con la foto. Oggi al mare l'ho letto, tutto. D'un fiato. Imperdibile.

" Se qualcuno si prendesse la briga di girare la foto, di guardare a via De Amicis con gli occhi dei ragazzi della P38 ..." (M.Calabresi, Spingendo la notte più in là) E questo libro, con onestà, sensibilità, quotidianità, fa proprio questo, come se il fotografo fosse dall'altro lato della foto, su quegli anni pesanti. E ho capito perchè una madre di 20 anni in una città medio grande aveva paura.

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senza perdere la tenerezza

giovedì, 20 agosto 2009
Sottopelle

Perchè rimango sempre sottopelle? Negli anni, negli spazi. Perchè gli sguardi che incontro sanno di calore e desiderio? Più che evito di stare nell'attenzione, più che mi ci trovo e mi affatica gestirla. Perchè gli altri mi attanagliano? Quando io vorrei solo un quieto scivolare, un inconcontrarsi nelle stanze colorate di un'intimità non propriamente fisica.

 

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donne che corrono con i lupi

mercoledì, 19 agosto 2009
Beat.

"Il denaro ispira la corruzione. La musica, la poesia, la letteratura possono cambiare il mondo. Ne sono ancora convinta, anche se non ho più i vostri anni".(F.Pivano)

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lunedì, 17 agosto 2009
Riuscirò

forse dai granelli confusi della mia mente non dico a farne una scultura o un cosmico mandala, ma se non altro a leggerli, perchè restandomi addosso tra le pighe della pelle abbiano un senso, o almeno, un proprio ritmo...

Dublino, Agosto 2009

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luce

sabato, 15 agosto 2009
Buon ferragosto...e...innamoratevi!

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wonderland