Quando lo straordinario diventa quotidiano, allora è rivoluzione.(E.Che Guevara)

Su di me

Nei miei occhi
Erikaluna
Erikaluna racconta

Sguardi

Bianconeve2008
Toscatunno
Last day
Xmas carroll 07
Delft
Liguria Swing
Murabilia
Le onde ribelli
Le onde perfette
Paimpont
Riviera del Conero
Giverny
Paris nous appartient
Normandia
Bretagna
Roma, volo di angelo
La strada
Luci d'inverno
Sinfonia d'autunno
Marina di Ravenna
San Gimignano
Portovenere

Creative Commons License
Il contenuto in parole e foto è opera mia e pubblicato sotto una creative commons license, pertanto è vietato utilizzarlo a scopo di lucro, modificarlo, utilizzarlo per creare altre opere. Talora fossero presenti contenuti che violano le leggi sul copyright, segnalamelo e provvederò a rimuoverli Licenza Creative Commons

The Dreamers'Game

Viaggi indispensabili

Faccine
Ben
Millepapaverirossi

Ippocampo
Il Regno di Mirabilia
Zuly
Human rights
Il principe sofisticato
Eccardo
Eccemarco
Blaue Blumen
Baaahhh!
Isola nel mare
Asileday
Rear Window
Alderaban
Grublog
Marcel
Poemetto amoroso
Zumal
Ale
Neo
Lemieparole
CBH
Anto
Soleombra
2046
Officina della poesia

Ivan
Monicabionda
Bea

Contatore

sono stati rubati *loading* sguardi

Amo

Stromboli, terra non solo di Dio- My blueberrynights-Il pensiero analogico di Alicudi- Le luci di Natale- La libreria faharenheit- Il cuore delle Eolie- Lipari, sempre e comunque-Il cratere di Vulcano-Inferno, canto V- Turandot-1 Corinzi 13-Le note di Tiersen- I murales di Bruxelles- I canali di Delft- I cigni di Brouges- L'atmosfera di Amsterdam- Via degli Stampatori-Piazza Trilussa il sabato sera- La prima notte d'amore a PortoVenere- I nidi di cigogna a Faenza- Cacao amaro al 70%- La marmellata di arance amare- L'odore di cannella- Cuba Libre-Lo Zebre a Belleville-Il parco del Valentino- Le fiabe come catalogo aperto di destini-I tre colori delle spiagge di Santorini, e i tre colori di Kielowsky- Bacco e Dionisio che danzano nel Carnevale- Il tramonto ad Ohia- Kim ki Duk-Juri- Cap Faherel-I gabbiani di St.Malò-La bassamarea in Bretagna- La foresta di Paimpont-gli angeli del fango- la meglio gioventù- I sentieri delle 5 terre- Trieste- Le scogliere di Etrat-Il ghetto di Venezia- L'anfiteatro di Taormina- Blu-All'ultimo respiro- Donne che corrono con i lupi- Le fiabe-l'odore dell'anice stellato- 51 Rue de Bercy, Paris-Passeggiare a Belleville- Il museo del cinema di Torin- Out oh Hell (Elisa)-Portovenere- Catturare sguardi-L’atelier sul mare- Il raggio verde a Forio di Ischia- Gli orologi di Dalì- La mia Pentax- Il thè nel deserto- Bergmann- Un viaggio in sospeso ad Alicudi- Cucinare per le persone che amo- Limelight- La notte di S.Lorenzo- Mullholland Drive- Collezionare sabbie- La pizza di Michele- 2046- Fahrenheit 451 in Campo dei Fiori- Blow up- La Pedrera- Il sorriso etrusco-Rilke-Il giardino di Boboli durante il temporale- Gli occhi di mia nonna-I violinisti di Chagall, ma anche i suoi sposi- I tramonti in inverno- Il muro di Gerusalemme-La stazione di Bologna- Le prospettive di Escher- Le stelle che ridono di un piccolo principe e le stelle di Van Gogh-Le pietre del Vayont- Guernica- Kill Bill- I capricci di Paganini- Canone Inverso- Le foto in bianco e nero- Il 25 Aprile- Dipingere- La Chimera- Gli incensi- Solaris- La mia videocamera- The dreamers- Kar Way Wong- Il Davide di Michelangelo- La messa è finita- Il cielo sopra Berlino- Tutto su mia madre- Evaluna in d’amore e ombra- I ritratti del Che- L'Alhambra- I baci con lo schermo nel cuore- Le labbra di Wharol- L'apple pie- Il corridoio Vasari- 1977- Si, viaggiare- Buena vista social club- La sala cinematografica- La voce del violino- Le risate dei miei alunni- I corpi nudi sporchi di colore- Piazza Vinceslao- Il silenzio di Pompei- Ederlezi- La baia del silenzio- Il cantico dei cantici- Scrivere, sempre- Il marmo delle Apuane- Il mare- La tavolozza dei colori- La 1000eunesimanotte- I ritmi tribali dello djambè- Le allucinazioni di Lynch, Moretti, Bertolucci, Tarantino, Almodovar, Antonioni- Terra bruciata di Siena- Doisneau- La voce di mia madre- La Marselle- Le case colorate a Vernazza- I filobus a Lisbona- Nuotare, assolutamente- I Girasoli nel Chianti- L' Avana- Chet Becker- Le spezie-Le rughe sui miei libri- La via Emilia- Un uomo – Caro diario-La donna cannone-carlita'song- La volubilità di Alice- Napoli- L'archivio Alinari- L'odore del pane sfornato- I cammini di Chatwin- Le parole di Neruda, Shakespeare, Hikmet e Prevert- Le Marais a Parigi- Roma città aperta- L'odore di mio nonno- Veronika- La scogliera a Cabo do Roca-Le città invisibili- Piazze del Palio-I canti Klezmer- Il cielo su Ustica- La risata di mia sorella- Il tango in plaza de Mayo- Le saline di Trapani- Dos gardenias-La Vita-

mercoledì, 29 luglio 2009
Un mese fa.

Un mese fa era un giorno qualsiasi, anzi a dire il vero un po' speciale. La mattina avrei sostenuto un esame, abbastanza formale, sul mio anno di prova alla scuola elementare. Quindi sono uscita di casa, sono andata in centro alla mia scuola, e, sebbene molto serena, un po' emozionata per quel che rappresentava per me quel momento ho vissuto una mattinata accaldata e felice. Si concludeva un anno in cui mi ero rimessa in gioco cambiando un po' lavoro e posto di lavoro, e poi io sono fatta così: volevo finire, perchè non finisco gli impegni non libero la mente. La mattinata è stata soddisfacente, col calore delle colleghe, i fiori delle congratulazioni, i pasticcini e poi pomeriggio al mare. Quel lunedì era un po' speciale. A casa nostra erano ospiti i genitori del mio ragazzo provenienti da Forlì: avrebbero trascorso la giornata in giro per la Garfagnana. A cena ci siamo riuniti tutti per una gustosa grigliata nel mini giardino. La sera saremmo usciti, io, il mio compagno e Maya per andare in passeggiata a far conoscere la canina a mia cugina che da Firenze era qua in vacanza da mia madre. Indossavo una maglio blu china, una gonna di lino nera ed ero felice. Abbiamo passeggiata sul lungomare, e per autocongratularmi ho fatto scorta di libri e, approfittando di un 3x2 che alla cultura non guasta, ho comprato dei libri per la nostra classe da far leggere ai bambini. Abbiamo preso un gelato, ho salutato i miei e ci siam separati. Abbiamo pensato di tornare a casa, anche se era presto, perchè il divano letto degli ospiti è nel salotto di passaggio così almeno i suoceri potevano andare a letto. Siamo tornati alla macchina, abbiamo fatto Via Mazzini, la stazione e poi verso Torre del Lago. Arrivati a casa ho guardato l'orologio, quello un po' alla Dalì che mi ha regalato Glenda quando abbiamo messo su casa due anni fa: le 23.30. Presto. Ho pensato. Ho fatto un giro su internet e sono andata a letto. La mattina alle 7 Maya ci è venuta a svegliare, ho guardato l'ora e ho visto il cellulare pieno di messaggi. Ho letto il primo di mia sorella e mi è bastato "Viareggio brucia tutta, ho paura". Loro abitano accanto alla stazione. Ho acceso la Tv, ho visto la mia città bruciare, ho iniziato  a piangere. Tutto sarebbe cambiato. Tutto. Tutto il resto poi è l'inferno dei viventi.

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino, Le città invisibili

Tatuato su: erika_luna a 20:19 | link | commenti (5) |
libertà è partecipazione

martedì, 28 luglio 2009
IL TERZO UOMO (J.L.BORGES)

Invio questo poema
(per ora accettiamo tale parola)
al terzo uomo che s'incrociò con me l'altra notte,
non meno misterioso di quello di Aristotele.

Il sabato uscii.
La notte era piena di gente;
ci fu certamente un terzo uomo,
come ce ne fu un quarto ed un primo.

Non so se ci guardammo;
andava verso Paraguay, io verso Cordova.

Forse lo hanno generato queste parole;
non saprò mai il suo nome.

So che c'è un sapore che predilige.
So che ha guardato lentamente la luna.
Non è impossibile che sia morto.

Leggerà ciò che scrivo e non saprà
che mi rivolgo a lui.

Nell'oscuro avvenire
possiamo essere rivali e rispettarci
o amici e volerci bene.

Ho eseguito un gesto irreparabile,
ho stabilito un legame.

In questo mondo quotidiano,
che somiglia tanto
al libro delle "Mille e una notte",
non c'è un solo gesto che non corra il rischio
di essere un'operazione di magia,
non c'è un solo fatto che non possa essere il primo
di una serie infinita.

Mi domando che ombre getteranno
questi oziosi versi.

Tatuato su: erika_luna a 08:57 | link | commenti |
senza perdere la tenerezza

lunedì, 27 luglio 2009
Io ricorderò

Ricorderò, io ricorderò. Ricorderò 20 mazzi di palloncini bianchi volati in cielo, preceduti da altrettanti soli di cartapesta impastati col giornale di quei terribili giorni. Ricorderò certo, anche questa notte dove i numeri sono divenuti storie. I numeri delle vittime, dei soccorsi, dei letti inutilizzati, e ricorderò la commozione profonda che tesse la trama di piccole quotidianità e fatalità beffarde,  per cui una nuvola di gas si è presa gioco dei fili dei destini. Ricorderò che in certe situazioni saltano codici e paure, e il valore di tutti i volontati, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco che non hanno pensato due volte se buttarsi nelle fiamme oppure no. Ricorderò il tono fremente delle voci, l'abbraccio infinito della gente in quella cittadella che è la nostra anima, gli occhi di giullari e attori per una sera scintillanti e umidi come semplicemente "persone". Ricorderò che non è stato un incidente, scolpirò i nomi sul cuore, e li racconteremo ai nostri figli come sia follia morire così in una sera d'estate, come non sia un incidente, morire così. Ricorderò i nomi difficili da pronunciare di chi aveva scelto il nostro paese, e quelli facili di chi ogni giorno sceglieva la vita. Come una delle vittime, che paradossalmente amava tantissimo questa poesia "Ode alla vita". Non ci sono risposte a certe cose, c'è "solo" da vivere...

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)

Tatuato su: erika_luna a 10:24 | link | commenti |
senza perdere la tenerezza

domenica, 26 luglio 2009
Notti...

"Perché se abbiamo già sperimentato quanto faccia male una dittatura militare, non sappiamo ancora quanto possa far male la dittatura della stupidità. "(Gaber)

Notti come questa non si dimenticano: emozioni e pensieri intensi, che restano cuciti addosso senza possibilità di oblio.

Tatuato su: erika_luna a 02:08 | link | commenti |
libertà è partecipazione

venerdì, 24 luglio 2009
Eolie blu cobalto

...ma il titolo giusto era "fotogrammi di due ossessioni".

Ossessione 1: Le Eolie. A prescindere e inspiegabilmente la Sicilia è una terra "mia": mi basta scendere all'aereporto e sentirmi a casa, anche se di fatto non ci ho mai vissuto, se non per parentesi breve, intense, sparpagliate sui tre lati. Le Eolie, un'ossessione, colpa dell'episodio di "Caro Diario"; allora diciassettenne decisi che sarebbero state il mio luogo, magari proprio quello mentale e fisico orfana di quell'elogio della fuga alla Laborit con cui finiva "Mediterraneo". Luogo mitico, ricorrente, e siccome mitico l'ho sempre desiderato, ma mai afferrato, per paura forse di una delusione, e poi, la scorsa estate il coraggio di andarci, e di starci. Quando si arriva alle Eolie è come essere in coma: la natura è sconvolgente, dentro si sente l'esplodere dei vulcani e l'infinito del mare. Inizialmente ci sente spersi, impauriti, quasi angosciati davanti a una natura così strabordante, selvaggia, e in cui si è in balia: le eruzioni e le maree decidono la quotidianità per tutti. Poi lentamente si entra nella vita, quella quotidiana e spettacolare degli isolani, si conoscono le loro leggende, si vanno a scoprire vecchi rancori come la "guerra dei vulcani", da due crateri diversi la Magnani e la Bergman che si contendevano cuori e pellicole. Lentamente girando prima per mare e poi per i vicoli, si trova autenticità e poesia, di cui la più famosa è la spiaggia del "Postino"; ma non per questo la più magica. Occorre solo lasciarsi andare, e quello che si imprime col salmastro e il sale nessuno lo può portare via, nemmeno un ritorno. Sono due volti delle Eolie, che ho cercato di rendere: un incipit folle che confonde, e, dopo, un viaggio più intimo per un'esperienza che è più che viaggiare.

Ossessione 2: Il Blu. Cosa c'è da spiegare, quando un colore è un modo di essere prima di tutto? Blu cobalto, le strisce sulle case in Portogallo, ma anche le cupole di Santorini. Blu il colore che non c'è in natura, il colore della follia, della malinconia e della solitudine. Blu è il titolo di un libro a cui voglio davvero bene, e il suo autore, mio caro amico, attribuisce al blu "il tempo che sospende il suo battito". Blu rapsody, almost blue, blu trasparente, altri titoli, belli ma a cui voglio molto meno bene. Blu di van Gogh, di Picasso, di Yves Klein, del codice pantone, del "film blu" certo,  e quindi di "velluto blu"., e persino una bambina che si chiama Blu, quella di Kaos Calmo. E a pensarci bene c'è persino un formaggio...bleu.  Gradazioni ufficiali di Blu? Blu acciaio, blu cobalto, blu ceruleo, blu denim, blu di Persia, Blu di Prussia, persino blu fiore di granturco e così via...ma in fondo il cielo...non è sempre più blu?

 

 

Note al margine: col passare del tempo, in modo naturale, il montaggio ha il linguaggio della poesia, transizioni ed effetti al posto della retorica, e sopratutto ritmo...

Tatuato su: erika_luna a 12:25 | link | commenti |
wonderland

martedì, 21 luglio 2009
Sociologia del cinema

Sociologia del cinema ( S.Alpi, Ed. ETS)

Il saggio indaga sulla possibilità del cinema di offrire informazioni per la ricerca sociale. Effettivamente nell'epoca  della scrittura on the net in cui tutti ci si cimenta con la recensione dei cinema e la relativa analisi, l'autore cerca di intraprendere una strada diversa, ossia quella di mostrare il cinema come fonte di informazioni per la ricerca sociologica. Tutto ciò viene articolato con una breve storia del cinema nostrano, prendendo poi in esame pellicole significative dal fascismo agli anni 70 e mettendole in relazione col contesto sociale di riferimento dimostrando così come il cinema sia un prezioso aiuto anche in questo campo.
La scrittura è agile e per niente noiosa, le pellicola prese in esame si stendono tra le parole come film sullo schermo, interessanti al termine di ogni film i collegamenti con altre pellicole che in qualche modo si intersecano. Entusiasmante l'ultima sezione del libro in cui si analizza il rapporto tra mass media e potere nell'era della globalizzazione e della tv on the road.

Zabriskie Point

Note al margine: E' la televisione che costruisce l'attualità, provoca delle scosse emotive e condanna praticamente i fatti orfani d'immagini al silenzio, all'indifferenza. Nel nuovo ordine dei mass media le parole o i testi non valgono quanto le immagini.

Tatuato su: erika_luna a 23:20 | link | commenti |
la lanterna magica

lunedì, 20 luglio 2009
L'allunaggio

Viaggio nella luna
È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti. (William Shakespeare)
Allunaggio, 40 anni fa, e la luna da sempre mito divenne qualcosa di tangibile. Ma il suo fascino rimane ineguagliabile ed io nella luna mi ci specchio pienamente,“Alla luna” son stati scritti scritti versi infiniti, una calviniana freccia nella lezione americana “Leggerezza” che va da Dante a Leopardi. Si può essere “Stregati dalla luna” oppure inconsapevoli protagonisti di quel “Poema dei lunatici” che si cuce addosso come seconda pelle. Bruci la luna, come mistero, come altra faccia che ognuno ha ma nasconde. Brucia “la luna e i falò” , oppure brucia la sfida come per Galileo che per primo le puntò il telescopio
addosso, portandosi addosso ingiurie e processi. Lei implacabile e silenziosa muove i liquidi, le maree come in Bretagna cambiando paesaggi e suggestioni nel giro di poche ore. Luna dai mille nomi: Selene, Artemide, Thana in Etruria e prima Iside in Egitto. Poi ci sono le lune aggettivate: quando tutti sui nodi del vento diventammo esperti nautici sulla scia di “Luna Rossa”.
Sulla luna prima di Armostrong ( ma mi son chiesta se mai ci sia stato visto che nello stesso momento Kubrick stava girando le spettacolari sequenze di “2001 odissea nello spazio”) c'era stato Astolfo a recuperare il senno di Orlando, là in mezzo alle lacrime degli amanti, ma con altro candore c'era stato anche Totò ben prima dell'Apollo 11. Per il cinem ala luna è un occhio di bue su cui proiettare altri sogni; infondo una prima pellicola di Melies nel 1902 era proprio “Viaggio intorno alla luna”: si possono raccogliere guardando a oriente “i racconti della luna pallida di agosto” guardati di notte in vhs per una sessione d'esame sfidando la forza di gravità delle palpebre, e poi ci si può perdere ai Caraibi ma anche negli occhi folli di J.Depp per la “maledizione della prima luna”. Esistono piccoli episodi poi come il pasoliniano “la terra vista dalla luna” e il meraviglioso pirandelliano rivisto dai Taviani in Kaos “ Mal di luna”, struggente malinconico, insottraibile piccolo gioiello di cinema. E poi “La voce della Luna”...chi non ha mai provato ad ascoltarla? Al cinema si può essere naturalmente lunatici, e indossare come Bigas la luna come cognome. E ancora la luna nera,” la luna è tramontata”, la luna di miele, “Ciula scopre la luna”, la “mezzaluna fertile”, e il tesoro della “mezzaluna errante,” “luna di carta”, soleluna, “lunaria”, “au calir de lune”...fino a “guarda che luna”, e sentire i licantropi Suggestioni, palpabili emozioni tra mito e intimità. La luna simbolo della femminilità perfetta, tondeggiante accogliente misteriosa volubile. Sarà per questo che la luna che preferisco è associata al primo nome di donna, Evaluna, il miglior personaggio della Allende “perchè si ribella al suo destino e si fa strada usando l'unica dote che la natura le ha dato: il dono di raccontare. Perchè è femminile e femminista. Perchè ha un cuore giusto e non teme la propria sensualità”.
E allora per altre mille e una luna da raccontare l'incantesimo suggestivo continua...
Potessero le mie mani sfogliare i doni della luna(Lorca)

Tatuato su: erika_luna a 20:52 | link | commenti |
luce, senza perdere la tenerezza

domenica, 19 luglio 2009
Un urlo blu, anzi tre.

 


1) Tre giorni, intensi lunghissimi afosi e d'improvviso sfogliati da un vento forte freddo e fuori tempo.

Tre giorni. Il primo nell'ora di punta di un pomeriggio di venerdì in piena estate. L'asfalto accanto ai binari corre contrastando i colori di vestiti leggeri che odorano di vacanze e valigie sgargianti di sogni. Sulla panchina un bambino fa i capricci: non vuole salire sul treno perché ha paura che scoppi e non vuole bruciare. Incandescente un pensiero mi assale e si curva come punto interrogativo: cosa racconterò agli alunni a Settembre? Avranno bisogno di parlare di questa tragedia che ha colpito la nostra città, avranno bisogno di chiedere, interrogare, capire e soprattutto di farlo insieme. Il viaggio prosegue con tanta musica negli orecchi, e il silenzio dentro di un urlo che lento si fa spazio.


  1. Lentamente precipito dal reale all'onirico sulla scia di una pellicola filmica. Provo allergia per i matrimoni, di cui mi piace cogliere gli sguardi di timore stupore e sorpresa. Credo al matrimonio come atto principalmente intimo tra due persone, prima di tutto interiore. Nel mezzo di un Romagna come sempre frizzante e gustosa, festaiola e musicale, insolitamente ventosa. Mi ritrovo nel bel mezzo di una sorta di “ L'ultimo bacio”, con tanto di ventenne che dondola sull'altalena. Non apprezzo Muccino né i suoi film, ma questo è stato molto amato dai miei coetanei. Ieri ne ho sentito la palpabile paura , la sottile malinconia del sogno, quel margine che si chiama adultità e che percepisco come una meravigliosa avventura, per me. Allora ci sarebbe stato bisogno di una musica che spaccasse il cielo, magari blu cobalto, oppure di un'immagine felliniana come in “otto e mezzo” a cui aggrapparsi.

  1. Il tempo del ritorno è un tempo pieno di domande, di fragile solitudine e ricco di germogli, capace di spogliarsi per scoprirsi autentico.

Tatuato su: erika_luna a 22:48 | link | commenti (2) |
ivonne

giovedì, 16 luglio 2009
Alla luna

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.

A volte la luna sembra più vicina se a tracciarne i contorni sono poesie senza tempo, dai lirici greci a Calvino, scagliate nel tempo a rompere il silenzio e al tempo stesso a riempirci di ritmi pause, specie se è la voce di un attore grandioso. Un attore che usa la voce come uno strumento musicale, un attore che con il corpo delicatamente partecipa a ciò che legge. Un respiro più profondo prima del passo successivo e poi un’immersione dove perdersi è in realtà ritrovarsi. Così in un’abbazia sconsacrata in una calda sera estiva, il pubblico eterogeneo, Lo Cascio che legge poesie infinite e dense. Gli occhi brillano, di luce propria e come schermi leggeri appaiono film e pellicole importanti, e amate. Ma per qualche minuto il tempo e lo spazio sono annullati, e l’anima in quella sospensione quasi eterea si perde tra allunaggi, solitudini, cantici, tra astronomia e poesia.

Ps che poi…di persone note ma umili, disponibili, stupiti dei calorosi commenti e che regalano un vibrante recital gratis, non ce ne sono molte…

Tatuato su: erika_luna a 18:42 | link | commenti (4) |
luce, simposio

mercoledì, 15 luglio 2009
Un paese ci vuole

"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".( C.Pavese. La luna e i falò)

Tatuato su: erika_luna a 22:00 | link | commenti |
senza perdere la tenerezza