Quando lo straordinario diventa quotidiano, allora è rivoluzione.(E.Che Guevara)

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martedì, 30 giugno 2009
La rabbia in fiamme

Viareggio, treno esplode in stazione, 13 morti, case crollate
Il racconto: "Una nuvola bianca... Poi è scoppiato tutto"


1)Viareggio.Un botto, una nuvola bianca, il cielo rosso, e la tragedia in fiamme e vite dilaniate- Che paura.

2)Viareggio. I bimbi eran nostri...nostri del quartiere, nostri della scuola, nostri della città...nostri di quella cosa dignitosa che dovrebbe essere la società civile...dopo la paura il dolore e la rabbia.

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il mondo che non cè

domenica, 28 giugno 2009
Porto Venere

Ci sono luoghi dove ogni volta che arrivo sento la sensazione del ritorno a casa. Porto Venere è tra questi, incastonato tra il mare e le colline col suo abbraccio blu odoroso di ficus e salmastro. E oltre la grotta di Byron finestre disincantate e aperte sul mare, dove si schiude ogni (im)possibile orizzonte.

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giovedì, 25 giugno 2009
Memento

Memento. Prima prova d'esame, tanta adrenalina, mischiata a timore ed emozione nella rete dei rapporti che allora avevano il sapore dell'indispensabilità. Gli sguardi cercati, il silenzio, l'odore dei dizionari, la penna che corre sul foglio a imprimere istanti. La sensazione che quel giorno, questo giorno è una linea di confine, una di quelle dove c'è un prima e un dopo, un prima conosciuto anche se confuso, un dopo misterioso, incerto, tutto da costruire ma con quel brivido sottile e dinamico di tutta la vita davanti.

Note al margine: "Le notizie non possono mai essere nascoste, soprattutto se si ha la responsabilità di rendere un Servizio Pubblico. L'assemblea nazionale dei comitati di redazione della Rai ha chiesto alla Commissione Parlamentare di Vigilanza un intervento dopo le ripetute omissioni di notizie sull'inchiesta di Bari". Comunicato letto dai giornalisti del Tg1. (Alle 23. Per quello delle 20,30, se lo sono "dimenticato").

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senza perdere la tenerezza

sabato, 20 giugno 2009
Time & Road

A volte si intraprende una strada e si procede dritta per quella...poco dopo dal margine della collina che si attraversa notiamo che era possibile un'altra strada. Si sarebbe trattato solo di aspettare, o arrivare qualche metro più in là. E così si procede, spesso in tragitti a senso unico dove non è possibile tornare indietro, se non nel tempo, almeno nello spazio mentale. Tuttavia fortunatamente esistono dei sentieri, come piani b di emergenza, a volta scoscesi  e pericolosi, ma indispensabili cammini, anche essi...

 

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2046

lunedì, 08 giugno 2009
Come eravamo

Ho trovato sul web questa sequenza di nostalgie, e la rigiro qui. I bambini sono da 9 anni una mia quotidianità e confrontandoli con quanto scritto, oltre alla commozione, mi viene da pensare che si son persi un po' di magia...

Noi che la penitenza era ‘dire fare baciare lettera testamento’.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini’.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che ’se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce’.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l’ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.

Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella…
Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città… (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.

Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda color’.
Noi che giocavamo a ‘merda’ con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.

Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga e Daitan3.
Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly…’
Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un
italiano.

Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che però sappiamo a memoria ‘Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore: Bearzot)’.
Noi che il ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween.
Noi che le birre erano Peroni, Moretti, Dreher e Wuhrer… e basta!!!

Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che all’oratorio le caramelle costavano 10-20 lire.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.

Noi che il Commodore64 e il registratore lentissimo s’inceppava sempre.
Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia
Noi che come scarpa da calcio avevamo la Pantofola d'oro
Noi che le macchine avevano a targa nera…i numeri bianchi…e la sigla della provincia in arancione!!

Noi che il guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
Noi che abbiamo visto 15 volte i Goonies, Ritorno al Futuro e Stand by me
Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso

Noi che giocavamo col Super Tele
Noi che il Tango costava ancora 5 mila lire e… ’stai sicuro che questo non vola…’
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty truccato ed eri un figo della Madonna!


Note al margine: qualcuno sa come si chiama il gioco...nomi città animali persone....? A me pare tronco, ma filologicamente non sono sicura:)

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2046

domenica, 07 giugno 2009
4 Giugno 1989

C'era un carro armato in Piazza Tienanmen a Pechino, davanti uno studente.

C'era l'infanzia che scivola via rapida, per rimanere un ricordo lungo e dolce, e l'adolescenza che si spalancava come una ferita a tempo indeterminato.

C'era il dolce retrogusto del primo bacio, e qualche muro che poco dopo sarebbe caduto.

C'era tutto il ricordo di un giorno importante che volevo memorabile, un piccolo anniversario con se stessi per quel viaggio di un crescendo.

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senza perdere la tenerezza