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Nella somma dei giorni: di tutte le cose visibili e invisibili
Parole: Nuovo-fiducia-oriente-Tenda-Contestazione-Piazza-Corteo-Passione-Congedo-Inizio-Liù-Bellezza-Cortometraggi-Complicità-Voti-Torte, dolce, salato-Solitudine-Intercultura-Osare-Trovare-Desiderare-Equosolidale-Bambini-Amicizia-Quotidianità-Fianco-
Titoli: My bluberry nights, La solitudine dei numeri primi, Gomorra, L'eleganza del riccio, Time, Il mondo incantato, Lussuria e tradimento, Un ragazzo. Caramel, The millionaire, Puccini e la fanciulla, Di tutte le cose visibili e invisibili, La finestra, Come dio comanda, Batman e Vicky, Piano solo, Tutta la vita davanti, Persepolis, L'immaginario dal vero
Imprese eroiche: scalata al vulcano, nuotata a Sonnino, sfidare la vertigine, lasciare il vecchio per il nuovo.
Luoghi: Arena, Isole, Vulcani, Opera, Barche, Alicudi, Isola di Mo, Cucina..
Materiale: Neve, Lavagna, Gesso, Pasta, BurroLava, Ossidiana.
Ci sono cose che possono essere racchiuse in un titolo o in parole, non necessariamente in delle frasi: i titoli e i nomi delle cose sono anche dei contenitori dove ciascuno di noi archivia a proprio piacimento giorni, emozioni, sogni, persone e disincontri. Così come gli scatti: per ciascuno di esso non evoco solamente l'istante esatto a cui corrisponde e il luogo, ma anche le persone che sono con me, sebbene non raffigurate, ma ancor di più il mio stato d'animo, il mio punto nel percorso del viaggio. Per questo ci sono tutte le cose, VISIBILI E INVISIBILI. E quest'anno visto come è stata, traendo un bilancio positivo in modo assoluto anche se conquistato a volte faticosamente, mi viene in mente il titolo del primo blog in assoluto che ho letto e grazie a cui ho iniziato a scrivere su questi muri virtuali. Quest'anno è proprio stato un anno vissuto intensamente...Per il pane, e per le rose.

Collage e scatti di Erika
Note al margine: a tutti quanti un 2009 da favola....
Ho fatto un rapido giro nella blogsfera. Ammetto che effettivamente nell'ultimo anno sono stata poco presente: essere andata via di casa mi ha dato altri "spazi" miei e quindi ho forse sentito meno l'esigenza di rifugiarmi nella stanza buia quasi cinematografica del mio blog. A casa mi son sempre sentita stretta, e negli ultimi anni il blog, e la scrittura prima, erano una sorta di dolcissime evasioni, la difesa di un privato che non si confondesse col resto della numerosa famiglia. Si è intensificata anche la mia vita: la convivenza certo, ma anche delle relazioni più solide e costanti, così come altre passioni si sono aggiunte alle parole. Parole a volte un po' vuote e sorde, che fan fatica a uscire. In questo mio giro di blog ho visto molti blog chiusi, altri non aggiornati da mesi, e altri privatizzati. Mi è venuta un po' di tristezza perchè i contatti del blog son sempre stati per me un bell'equilibrio rispetto ad altre esperienze del mondo internet. E poi mi dispiace, perchè so di aver trascurato alcune letture. Nel frattempo qualcuno ha cambiato paese, stato civile, professione, casa e via dicendo, come è normale che sia. E in un montaggio molto bello relativo a un matrimonio ho trovato una frase di I.Allende tratta dal romanzo a cui si ispira il mio nickname: "Forse la fortuna fece sì che ci trovassimo fra le mani un amore eccezionale e io non avessi più bisogno di inventarlo, ma solo di vestirlo a festa perché durasse nella memoria, secondo il principio che è possibile costruire la realtà a misura dei nostri desideri." In principio di ciò, e visto l'amore che sto vivendo spesso ho pensato di chiudere tutto, e lasciare del blog un bel ricordo nei miei annali. Ma non resisto. Sono un'inguaribile dipendente dalla scrittura. Da quando ho imparato a scrivere. Scrivo per divertirmi per raccontarmi per non dimenticare per sognare per immaginare per capire per passione per gioco e altre volte ho scritto per conquistare per sedurre per fare male e via dicendo...E farlo su una pagina nera un po' condivisa mi fa sentire meno narcisista, e mi arricchisce molto di più che la solipsistica moleskina ( che comunque permane!). Ho dentro una grande energia, una creatività che spesso mi salva dal mio autoterrorismo e la sprigiono certo in foto disegni e parole, ma alcune volte vorrei davvero tanto cercare UNA SOLA strada in cui indirizzarla, a volte ho paura di farlo, a volte sono impaziente,a volte non so come si fa...Ma non demordo, e mi prendo l'intensità degli attimi così come arrivano: come un dono. E intanto? Intanto grazie a tutti quelli che passano di qui, che leggono, che scrivono, che scambiano...Erano pensieri rumorosi, lo avevo detto, ma in fin dei conti appassionati.Compresi quelli che son passati, son scesi dal treno verso altri viaggi: a tutti loro un abbraccio in più, perch+ in qualche modo ciascuno/a ha fatto parte dei miei piccoli grandi giorni.

Foto from Dorado
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange.( P.Coelho)

Foto fromPinko
Note al margine: Spacchettare i regali è un po' come spacchettare parti di sè: ci si vede a volte in quello che ci regalano come gli altri ci vedono, rimanendo piacevolmente sorpresi...Tra le altre cose spacchettando c'era questo passaggio che mi è piaciuto molto e che metto qua...per chi sfoglia il blog.:)

...per un Natale pieno di calore e amore...e almeno per una notte il pizzico di quella magia di quando eravamo bambini....
La trama ormai è nota: un giovane delle baraccopoli impiegato come ragazzo del tè vince 20 milioni di rupie a "Chi vuol essere milionario", ma non gli interessano i soldi. Gli interessa in tal modo ritrovare l'amica perduta, suo grande amore.
Questo film è da vedere. Innanzitutto per l'originale idea di strutturazione della trama: ad ogni domanda fatta dal conduttore corrisponde un flashback della vita del protagonista, piccoli grandi eventi che lo hanno portato volente o nolente a conoscere via via le risposte ai quesiti proposti. Inoltre la fotografia è eccezionale: i colori e le inquadrature ci regalano un'India meravigliosa colorata frenetica disperata violenta. "The millionaire" non è solo la storia di riscatto di un ragazzo delle baraccopoli e il mondo contradditorio dello showbusiness e dell'India stessa, è semplicemente anche e soprattutto la storia di un sogno che si insegue per tutta la vita. Il film graffia ed emoziona a dose calibrate, coinvolge, e l'intensità degli attori protagonisti, dai piccoli ai più grandi, è proprio data dalla spontaneità. Un film eccellente che regala un bel finale per quest'anno cinematografico un po' deludente.

Film da vedere durante le vacanze perchè un inno alla bellezza della vita

Bianco e nero felino, Novembre 2008
All'inizio bazzicava nel giardino in cerca di coccole, chiacchere e un po' di cibo, insieme agli altri gatti del quartiere, davvero tanti e tutti molto colorati e socievoli. Poi ha iniziato a entrare in casa, sedersi, stendersi, semplicemente stare con noi. Intorno a Settembre. A un certo puntiostava male, e allora l'abbiamo curata, attentamente. E' rimasta in casa tutto il tempo della degenza, perchè doveva guarire. Non cercavamo animali, praticamente è lei che ha cercato noi, e come la maggior parte delle cose eccezionali, è capitata. Un po' come una volpe con il piccolo Principe, un po' come Zorba e la gabbianella. Ho sempre preferito i cani al gatto, ma questa micina mi ha conquistato per la sua dolcezza, la sua giocosità, la sua discreta indipendenza. Così da tre mesi abita qui con noi. Ogni tanto guardo il mondo con i suoi occhi, e la stranezza dell'essere umani. Mi stupisco, mi impaurisco, mi emoziono. In qualche modo, mi scaldo il cuore.

Natale 2008....Riflessi...
Note al margine: Dopo il suono della campanella, ho trascorso un bellissimo pomeriggio nella casa famiglia dove ho ritrovato tante vecchie conoscenze, ma dove c'era anche il mio presente, quello che tra l'altro tutte le mattine mi fa alzarmi per inventarmi qualcosa di nuovo, e che in qualche modo fa credere in me stessa. Giorni rilassanti nel mio letto della vecchia casa. Ora iniziano le vacanze, torno al mio adesso. Nell'aria il profumo di una cenetta preparata per gli amici. Sul divano libri di chi è partito lasciando un segno, sulla pelle i brividi di chi sta tornando. La vita è così. Ed è per questo che è MERAVIGLIOSA.
( G.Salvatores, 2008, contiene spoiler)
Il film di Salvatores è tratto dal romanzo di Ammaniti, di cui si riconosce la cifra tematica dell'adolescenza come periodo critico in conseguenza anche ad un ambiente socio-geografico difficoltoso e a una famiglia, spesso composta da due soli elementi e squilibrata. Inoltre altri tratti della narrativa di Ammanniti, come la violenza fine a se stessa, l'elemento di “non normalità”, sono altresì presenti rispettando anche quel canovaccio da tragedia greca che spesso li caratterizza. Questa volta la vicenda si svolge in Friuli, protagonisti sono un padre neonazista, Rino, e un figlio adolescente, Cristiano, che fa proprie le idee del padre. L'unico amico dei due è Quattroformaggi ( grandioso Elio Germano), un giovane rimasto gravemente urtato nelle capacità intellettive a causa di un incidente sul lavoro ( a nero ). Nella prima parte il film ci offre uno spaccato molto netto e ben focalizzato degli sperduti paesi di questa zona, e in qualche modo, soprattutto puntando lo zoom sul settore lavorativo messo in crisi dalla presenza degli stranieri, i cerca di “motivare” le ideologie xenofobe e violente del padre. Padre e figlio vivono in un rapporto conflittuale, violento ma indispensabile, quasi impenetrabile e disperato. Sono isolati nella vita sociale, e la solitudine accentua probabilmente la simbiosità del rapporto e la necessità di un'ideologia forte e confezionata in cui rifugiarsi.. Il fatto di essere schivati dal resto del mondo probabilmente li rende maggiormente complici fra loro e solidali con Quattroformaggi. La chiave di volta accade tutta in una notte quando Quattroformaggi violenta un' amica di Cristiano, uccidendola. Rino interviene ma sul posto si sente male e da qui comincia il disperato tentativo di Cristiano di salvare il padre dall'accusa di omicidio, credendo infatti che il responsabile sia lui. Tutto il secondo tempo del film si muove su questo equivoco: la storia di un figlio che cerca di salvare il padre omicida. Si procede poi con drammaticità e souspance e molta amarezza verso il finale, caratterizzato dal suicidio di Quattroformaggi e quindi dal ripristino della Verità contornato dal risveglio dal coma del padre e abbraccio con il figlio. La storia, di per sé abbastanza semplice, rispetta i tempi di una perfetta tragedia classica e pone, effettivamente, delle problematiche etiche allo spettatore. Ogni personaggio, escluso Cristiano, mostra di sé un lato orrido e bestiale e un lato umano. Inoltre trovo molto veritiere e efficaci le denunce sul mondo della sicurezza nel lavoro ( al di là dell'etnia ovviamente dei lavoratori) e sulla superficialità talvolta presente nei servizi sociali. Tuttavia tutto ciò non riabilita ai miei occhi un padre, incapace di voler bene a suo figlio, di prendersi le sue responsabilità, di instaurare un rapporto col figlio e questo va al di là delle ideologie politiche estremiste con cui indottrina il figlio. Un padre che istiga alla violenza il figlio adolescente, che non pensa ai bisogni primari del figlio e che contemporaneamente si erge a difensore di un debole non si può giustificare comunque. So benissimo che la realtà non è mai bianca e nera, appassionata di fotografia conosco che le sfumature fanno la differenza, ma sono veramente stufa di vedere adolescenti, nei film ma soprattutto nella vita, come unici adulti del mondo familiare. Bambini e ragazzini che fanno da genitori ai proprio padri e genitori incapaci di crescere con i figli. Essere genitori comporta anche ovviamente lo sbagliare, perchè non si nasce “imparati”, ma tra il provare a essere genitori responsabili e l'essere invece eterni bambini c'è di mezzo la vita del figlio che viene compromessa. La storia generale del film non mi convince del tutto. Mentre ho solamente lodi per il linguaggio cinematografico utilizzato meravigliosamente e magistralmente, con un'identità autoriale notevole soprattutto nell'utilizzo delle musiche. I rumori e le grida intradiegetiche sono soffocate dalla musica extradiegetica: un essere tragicamente veri nel flusso della finzione. I suoni ma anche le immagini della TV almeno in due sequenze fanno confondere la realtà con la fantasia ( ed è proprio da un delirio davanti alla TV che scatta tutta la terribile notte) e questo tema collaterale accennato con pochi elementi mi è piaciuto moltissimo. Anche la mdp fa il suo gioco egregiamente: le violenze sono sempre notturne, mai esposte, ma sempre evocate incidendo sul pathos dello spettatore: una violenza carnale può essere più drammatica sottintendendola da un paio di jeans abbassati al termine di una furiosa corsa che rendendola per intero. La luce sempre senza sole è perfetta così come l'ambientazione notturna degli elementi di svolta. Un film che emoziona ( pure troppo per i cuori sensibili a certi temi adolescenziali!) e che merita comunque una visione, visto che oltre le corde del cuore, attiva anche i ragionamenti più o meno neuronici;)


"si amarono l'un l'altro sospesi su un filo di neve"
( M.Fermine "Neve" )