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domenica, 30 novembre 2008
Lascia che sia la sera

 Si sbuccino colori fra le tempeste

si infrangano luci tra i detriti

chè di un respiro lieve e profondo

vesta le segrete pieghe.


Lascia che sia la sera

a stregare le parole

nella deriva dell'anima:

si intrecciano in fiabe

nella veglia del cuore.

Bocca di Magra, Novembre 2008

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luce

mercoledì, 26 novembre 2008
Biancosera

Ho voglia di silenzio. Ho voglia di una coperta calda in cui nascondermi. Ho voglia di nomi esotici in cui divagare. Ho voglia di cullarmi e di socchiudere anzi chiudere gli occhi. Ho voglia di rallenty. Ho voglia di una camera oscura. Ho voglia di confondermi. Ho voglia di una notte ovattata. Ho voglia di racconti fantastici e musica leggera. Ho voglia di essere fragile. Di piangermi addosso.  E di impronte fatue.Ho voglia di solitudine, ma ho anche voglia di nostalgia. A volte ho voglia di piangere, senza grandi e importanti motivi. Ho voglia di dormire.

Bocca di Magra, Novembre 2008

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la città bianca

Roma, 30 ottobre 2008

Note al margine: "Noi abitiamo le pieghe dell'onda".

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libertà è partecipazione

venerdì, 21 novembre 2008
Finestre.

Auguri a tutti un bellissimo weekend...;)

Campiglia Marittima, meravigliosa. Ottobre 2008

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photopoeme

mercoledì, 19 novembre 2008
Una piccola storia

Lunedì scorso, in occasione della ricorrenza del 70° anniversario della promulgazione delle leggi razziali, sono venuta a conoscenza che nella scuola dove attualmente lavoro era presente una piccola scuola ebraica. Il racconto del rabbiono che è intervenuto e che a quei tempi era bambino insieme alla ricostrzuione di una storica della resistenza è stato molto arricchente. Ho ascoltato così una storia che non è fatta di grandi eroismi o momenti eclatanti, ma di quotidianità. La maestra e i bambini di questa scuola israelitica subirono tutti la discriminazione razziale con l'allontanamento dalla scuola statale, pur essendo italiani e, nel caso della docente, regolare vincitrice di concorso pubblico. Tuttavia per qualche anno, fino al 1943, questa minuscola scuola sopravvisse in un salotto di una casa privata perchè nell'edificio della scuola i bambini ebrei sarebbero dovuti entrare da un ingresso a parte. Inoltre la scuola si ingrndì perchè la città divenne punto di raccolta di numerosi sfollati provenienti da città con comunità ebraiche importanti, come quella di Torino e Livorno. Mi ha colpito molto il fatto che nel contesto specifico l'insegnante abbia seguito il corso degli eventi, senza probabilmente una percezione profonda di quanto stava per accadere. Sono rimasta impressionata come questi decreti leggi, notoriamente emessi prima in Italia che in Germania, abbiano improvvisamente calpestato la quotidianità delle persone, in particolare dei bambini, alcuni dei quali erano presenti all'incontro: non poter più andare in spiaggia, ritrovarsi senza amici. Tra l'altro questi bambini non volevano andare alla scuola israelitica perchè per loro la classe, i compagni la maestra erano quelli con cui erano stati fino a quel momento, quella che prima era "di tutti". Nelle testimonianze dignitose e accorate dei presenti, a volte mi smarrivo pensando se ci si riferisse al 1938 o al 2008, visto le recenti proposte in fatto di inserimento di alunni stranieri. E' solo una piccola storia, senza lieto fine, visto che molti bambini e la maestra stessa perirono nei campi di concentramento. Ma la memoria è importante, perchè sopravviva specialmente di questi tempi dove alcuni insegnanti specialemtne delle superiori adottano la tesi del negazionismo parlando di olocausto.  Eisenhower aveva ragione nell’ordinare che fossero fatti molti filmati e molte foto. Il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione – che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia, qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

Note al margine: Alla fine dell'incontro un'anziana signora è intervenuta dicendo che la mozione Cota serve per aiutare i bambini "malati" a stare tra di loro ( perchè gli stranieri sono malati? oppure intendeva che i disabili devono stare nelle classi a sè???) e che le leggi razziali vanno contestualizzate nel periodo storico di riferimento e comprenderle così come un itnervento positivo del governo fascista per valorizzare e preservare la cultura e l'identità ebraica. Questa è la meraviglia di paese in cui viviamo. Uscendo un'altra signora mi ha raccontava di quando da bimba è scappata dal fascismo andando in Argentina. Non si sarebbe mai sognata di rivivere là nel 1976 certe cose dalle quali fuggì tornando da noi in Italia. Ma l'aria che si respira adesso non le piace per niente.

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el-shaddai

lunedì, 17 novembre 2008
Poesia d'autunno

ottobre 2008, foto di Erika

Note al margine: Ebbra di colori avvolgenti, di calda luce, di sensuali immagini, di succosi istanti.

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domenica, 16 novembre 2008
Sotto il sole di Sicilia.

Riporto di seguito il documento ufficiale della regione Sicilia nei confronti dei provvedimenti governativi in materia d'istruzione. Oltre alle argomentazioni già note, trovo l'intervento fondamentale per sottolineare il carattere devastante di tali provvedimenti, soprattutto in territori laddove la scuola rappresenta ancora oggi non solo l'unico riscatto possibile per le nuove generazioni, ma soprattutto un luogo di civile legalità laddove poteri più forti e trasversali allo Stato si sostiuscono a ques'ultimo in modo innegabile. Ancora una volta questa regione che amo moltissimo, piena di contrasti, ma da una civiltà strepitosa sia nell'antichità che nei giorni nostri, è un esempio di difesa dignitosa dei diritti elementari di quella che dovrebbe essere prima ancora che cultura, la cosidetta "democrazia".
Dalla regione Sicilia,
 
MOZIONE BIPARTISAN APPROVATA
NELLA SEDUTA N. 30 DELL'8 OTTOBRE 2008

L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

PREMESSO che:

la legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 64, prevede
un taglio di 7 miliardi e 832 milioni sui capitoli
del Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca;

in particolare, si prevede un taglio di circa 87
mila posti di personale docente e di 42 mila
personale non docente;

nella medesima legge è previsto, altresì,
l'accorpamento delle istituzioni scolastiche con un
numero di alunni inferiore a 500 unità;

complessivamente i dati relativi ai tagli per il
triennio 2009/2011 avrebbero effetti devastanti
sull'intero sistema scolastico siciliano: 15 mila
posti di lavoro nei prossimi tre anni;

l'ipotesi di chiudere i plessi con meno di 50
studenti porterebbe a privare gli alunni dei piccoli
centri del diritto allo studio, nonché ad un
inaccettabile e ulteriore abbandono dei nostri
comuni montani;

le istituzioni scolastiche sottodimensionate di
cui si prevede la soppressione sono 506;

CONSIDERATO che:

la scuola, nella nostra Regione rispetto alle
altre regioni più ricche, è spesso, l'unico punto di
riferimento per le famiglie e le giovani
generazioni,
al cospetto del vuoto di interventi
sociali che li circonda;

la scuola è, sicuramente, un fattore di crescita
civile e sociale nonché uno straordinario luogo di
accoglienza e di integrazione culturale e sociale,
che non può essere subordinata ad esigenze di cassa;

CONSIDERATO, inoltre, che:

con la prevista riduzione degli organici di
sostegno viene messo, altresì, in discussione il
diritto all'integrazione scolastica, sancito da
numerose leggi dello Stato sulla materia, prima
delle quali la legge n. 104 del 1992;

il Governo nazionale non può, per un mero calcolo
ragionieristico, contraddire ed ignorare la
legislazione vigente, che fa, invece, del diritto al
sostegno, all'integrazione e alla solidarietà i suoi
punti di riferimento, certi ed irrinunciabili;

il decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137,
prevede, tra l'altro, il maestro unico nella scuola
elementare, con la riduzione dell'orario scolastico
a 24 ore settimanali: quattro ore con uscita dei
bambini dalla scuola alle ore 12.30;

RITENUTO che:

la gravità e la sproporzionata dimensione dei
tagli operati all'organico del personale della
scuola siciliana
(1.744 docenti e 162 di personale
amministrativo tecnico e amministrativo) compromette
seriamente e irreparabilmente la qualità del
servizio pubblico scolastico e dell'offerta
formativa e pregiudica gli obiettivi sui livelli di
apprendimento nonchè la reale fruizione dei servizi
minimi, in assenza di una legge organica sul diritto
allo studio in Sicilia;

la politica del Governo nazionale sull'istruzione
nel Meridione, e in particolare in Sicilia, fondata
sul preminente obiettivo di conseguire risparmi ed
economie di bilancio,
è una scelta irresponsabile,
in controtendenza con le scelte e le indicazioni
della Comunità europea che impedirà definitivamente
di conseguire gli obiettivi di Lisbona entro il
2010;

detta politica scolastica è, inoltre,
profondamente sbagliata per l'entità dei tagli, che
superano in Sicilia i parametri dovuti al calo
demografico (il 50% dei risparmi conseguiti su scala
nazionale si concentrano in Sicilia e in Campania);

i tagli stabiliti dal Ministero hanno, altresì,
drammaticamente penalizzato l'organico di sostegno,
pur in presenza di richieste, certificate dagli
uffici scolastici provinciali, che sono in aumento
di oltre mille posti rispetto all'anno precedente;

in questo modo si penalizzano gli alunni con
disabilità, cui sono decurtate sensibilmente le ore
di sostegno scolastico, con grave pregiudizio per
l'efficacia dell'intervento, della qualità del
servizio scolastico e con evidente lesione dei
diritti degli alunni con disabilità
;

RITENUTO, inoltre, che:

risparmiare sull'istruzione in modo così pesante,
significa disinvestire sul futuro delle giovani
generazioni siciliane;

il ritorno al maestro unico, inserito con il
decreto-legge citato, non tiene alcun conto
dell'ampiezza dei contenuti che una scuola adeguata
ai tempi odierni deve poter trasmettere al fine di
assicurare idoneo approfondimento che non può
certamente essere affidato ad un solo insegnante,
se
non operando tagli sui contenuti o riducendo alla
superficialità l'insegnamento;

una scuola elementare al passo coi tempi deve
insegnare non soltanto italiano, storia, geografia e
matematica, ma anche inglese, musica, tecnologia,
arte e immagine, scienze, educazione fisica;
realizzare laboratori di teatro, di cinema,
eccetera, che non si può pensare vengano svolti da
un solo insegnante, se non con superficiale
approssimazione;

è impensabile immaginare di ripristinare una
scuola in bianco e nero con figure docenti
impoverite e generiche nelle loro competenze,
chiamate ad inseguire troppe forme del sapere;

il
modello proposto dal Ministro Gelmini è un
atto di rinuncia alla modernità e ripiega su una
visione superata dell'istruzione;

è impensabile, inoltre, che si possa modificare,
in maniera improvvisata e per sole ragioni
finanziarie, un sistema che risponde con attenzione
ed equilibrio alle diverse esigenze della società
contemporanea, con pluralità di stimoli culturali;

RITENUTO, infine, che:

la scuola primaria del Ministro Gelmini è stata
disarticolata attraverso una gamma di opzioni orarie
che, a partire dalla priorità assegnata alle 24 ore,
rende del tutto virtuali le altre possibili scelte,
perché subordinate alla disponibilità di un
personale comunque drasticamente ridotto dal taglio
dell'organico operato;

detta scuola è più povera di risorse e non può
svolgere certo il ruolo fondamentale che deve avere
di 'ascensore sociale',

IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

ad attivarsi con urgenza sulla 'questione scuola'
regionale, con azioni di contrasto alla manovra
statale, rappresentando al Governo nazionale la
necessità di
assicurare anche in Sicilia una scuola
adeguata e funzionale, tenuto conto del contesto
scolastico siciliano, ove essa costituisce, più che
altrove, l'unica possibilità di acquisizione delle
'prime regole del vivere insieme', oltre che un
fattore irrinunciabile di crescita e di riscatto per
le nuove generazioni;

a difendere le prerogative costituzionali e
statutarie attribuite alla Regione siciliana in
materia di scuola e diritto alla studio, affinché la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e
le regioni si esprima negativamente sulle manovre
del Governo nazionale e non vengano intaccate le
competenze delle regioni e della nostra in
particolare;

a porre in essere tutte le necessarie iniziative
per impedire
la distruzione di un sistema scolastico
che, in condizioni talvolta difficilissime, ha
consentito il progresso sociale e culturale della
nostra Regione;

ad intervenire, altresì, presso la deputazione
nazionale siciliana affinché si impegni a difendere
la scuola siciliana, consegnata a logiche di mercato
che cancellano, di fatto, il diritto alla scuola e
allo studio per tutti, scaricando sugli enti locali
l'onere maggiore di fornire risposte alle domande di
istruzione che provengono dal territorio,

IMPEGNA ALTRESI' IL GOVERNO DELLA REGIONE

a proporre ricorso alla Corte Costituzionale
contro il decreto Gelmini per la violazione delle
competenze statutarie della Sicilia.

Tatuato su: erika_luna a 12:42 | link | commenti (2) |
libertà è partecipazione

lunedì, 10 novembre 2008
Analisi sui massimi sistemi di comunicazione web.

All'inizio era Internet, oppure solo il net. Agli albori della civiltà in rete erano prima di tutto le chat, caratterizzate da un nick name più o meno consono alla propria personalità ( che si aveva o che si avrebbe voluto avere). Vedovo girare invitanti "sottilette filanti" che poi, nella vita fuori dallo schermo, erano seriose e impeccabili proff di matematica, pure un po' freddine. Il dentro e fuori la chat, come rappresentazione del dentro e fuori lo schermo, ha creato linghi dibattiti su un nonluogo di mezzo quasi border line in certi casi, sui luoghi virtuali. In chat principalmente si andava per il fascino insostenibile di indossare un altro nome, e in qualche modo un'altra vita, pronti ( più o meno) a incontrare il mistero e l'ignoto un po' giocando a mosca cieca, e altrettanti misteriosi nick, incontri a suon di tastiera, che poi prendevano voce via telefono, immagini in pixel e fisicità in incontri  talvolta deludenti, talvolta appaganti. Poi c'è stato l'avvento dei forum prima e dei blog successivamente: quasi un passo da privatizzazione dello spazio, inteso come "mettere dei confini" non tanto su quello che si dice, ma su come si dice. I blog, seppur nella maggior parte dei casi liberissimi diari personali, hanno dato sfogo, come del resto i forum, a vene di scrittura che aspettavano di esplodere e al contempo, nei confronti del ricevente della comunicazione hanno indotto una definita cernita: si frequenta un blog se l'argomento o il modo di scrivere ci interessa, oppure se conosciamo la persona. Nel blog si sceglie maggiormente, E poi arriva face book, passando per Second life. Sto prendendo confidenza con questo sistema di comunicazione via web che credo sia venuto alla ribalta in questo ultimo mese grazie soprattutto all'Onda studentesca. In realtà seppure apparentemente è un altro luogo in cui dire al mondo che ci siamo, se osservato come tipi di moto, è il contrario della chat: in chat si andava vestiti di un nick in cerca di sconosciuti, in facebook si va in genere con nome e cognome e tanto di foto alla ricerca del passato, frugando tra amici persi di vista e compagni di scuola da ritnracciare. I movimenti sono contrari: in facebook si va verso il passato per vedere come è coniugato oggi, si va più schiettamente con alcuni dati "reali" per essere rintracciati, si va sul sicuro perchè si cerca ciò che si conosce e l'allargamento dei confini è una scelta ponderata, forse, in qualche modo difende maggiormente ma si costituiscono dei gruppi di interesse, ed è questo il lato che mi ha colpito positivamente, si perseguono delle cause quasi come in second life, ma più reali forse...In chat si gioca a essere più teatranti, si cerca ciò che non si conosce, si hanno soprese, nel bene e nel male, forse si osa di più, ma  si sparano anche più grosse, tuttavia in qualche modo è uno sguardo al futuro che supera le paure dell'altro...Al di là dello scherzoso titolo, il mio intervento non ha nessuna pretesa, se non quella di dare sfogo alla mia creativa curiosità: perchè mi interessa molto l'evoluzione dei luoghi di internet...per me sono un po' le città invisibili calviniane del nuovo millennio.

Le città invisibili disegnate da Colleen Corradi Brannigan

Note al margine: Vi invito tutti a confrontare i seguenti siti: http://www.pubblica.distruzione.org/ e http://www.pubblica.istruzione.it/.

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il diario di monique

domenica, 09 novembre 2008
Vicky Cristina Barcelona

Vicky e Cristina, due amiche americane, trascorrono l'estate a Barcellona per motivi vacanzieri e di studio. Le loro vite saranno sconvolte dall'incontro con Antonio, pittore noto per la burrascosa e sanguigna relazione con la ex moglie, Maria Elena. In questo film di Allen ci sono tutti gli ingredienti che ci aspettiamo: una Barcellona sempre magica ma molto da cartolina ( assai più belle e significative, forse non casualmente, le sequenze girate a Oviedo), triangoli amorosi che geometricamente e passionalmente si evolvono in altri poligoni, il fascino quasi da sindrome che il vecchio continente con la sua cultura esercita su certi americani, e un gioco fondamentale alla scoperta di sè, di inattese parte di sè, sempre esistite probabilmente nell'intimo dei personaggi ma che necessitavano del calore catalano probabilmente per provocare quel terremoto interiore per cui il proprio mondo (ideale) ben organizzato al primo soffio di un vento diverso cade. Forse Allen si proponeva di mettere in scena una sorta di manuale su alcuni aspetti delle relazioni umane, quali l'esclusività dell'amore e soprattutto sondare come mai certi legami proseguino in forme che cambiano e si evolvono anche quando la storia d'amore è conclusa e come questi tipi tipi di amore siano legati a un stato di dipendenza e indispensabilità viscerale. L'interpretazione della cruz, nelle vesti di Maria Elena, è sublime. Per quanto riguarda Antonio, il bel e bravissimo J.Bardem. Il suo personaggio ci conquista subito, perchè è l'uomo da cui continuamente cerchiamo di sfuggire, ma forse anche quello che talvolta ci fa contattare quelle parti di noi a cui abbiamo messo il silenziatore. In fondo ciò che imbarazza nei primi dialoghi fra lui e le due amiche è la sua spontaneità, la sua capacità di arrivare subito e chiaramente a una dichiarazione di intenti. Infatti, tra l'altro, il mondo femninile e quello maschile appaiano in questo film su due orbite distinte. Antonio, come il fidanzato di Cristina, è semplice, diretto, concreto, le donne sono  soprattutto complicate ma forse entrambi sono affascinanti per questo e questa elettricità sensuale ma mai ostentata percorre tutta la pellicola. E al di là dell'amore quel che conta in questo film è la capacità di mettersi in gioco, senza temere di essere diversi dall'idea che si ha di se stessi. Almodovar docet. Ma anche un vito alla scoperta dell'arte come canale con se stessi, sia essa pittura o fotografia: le sequenze in cui Maria Elena convince Vicky a credere nel suo sguardo sono meravilgiose.

Tatuato su: erika_luna a 21:38 | link | commenti (4) |
la lanterna magica

mercoledì, 05 novembre 2008
Change

Elaborazione grafica di Benjamin

Note al margine: Perchè continuare a scrivere di "queste" cose e non di racconti, poesie e altri afrodisiaci? Perchè non ho mai creduto che lo scrivere fosse qualcosa di staccato dal tempo in cui si vive. Credo piuttosto che lo scrittore, dilettante o professionista che sia, viva appieno nel suo tempo ed il proprio tempo. Chiudersi in un mondo di racconti a volte può servire, altre volte serve invece buttarsi nella vita. E a me adesso serve questo. Di conseguenza scrivo di questo.

Tatuato su: erika_luna a 10:36 | link | commenti (3) |
senza perdere la tenerezza