Quando lo straordinario diventa quotidiano, allora è rivoluzione.(E.Che Guevara)

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mercoledì, 29 ottobre 2008
Vivere per raccontarla

Vivere per raccontarla

è il titolo di un intenso libro di Marquez. E vorrei che fosse anche il titolo per la mia giornata di domani a Roma. In questo frenetico mese che mi ha visto parte attiva di questa "Onda" che coinvolge tutti, dai bambini ai docenti passando per studenti medi universitari e famiglie, ho sentito veramente l'urgenza di vivere, di credere, al di là del credo politico o sindacale. Di vivere al di là di se stessi. In fin dei conti non si lotta per salvaguardare il proprio posto di lavoro, ma per la democrazia di questo paese, così spesso vicino all'autoritarismo. Una legge che toglie 84mila posti di lavoro in un momento di crisi economica, andando a minare la sicurezza delle famiglie e il modo di fare scuola, per solo trenta voti di maggioranza è definibile solo in un modo: VERGOGNOSA.

Roma, oggi

 

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senza perdere la tenerezza

venerdì, 24 ottobre 2008
Cattivi maestri

> Intervista fatta al Senatore a vita Cossiga su " La Nazione" del 23-10-08
>
> Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica
> contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
> *«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato
> forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l'Italia è uno Stato debole, e
> all'opposizione non c'è il granitico Pci ma l'evanescente Pd, temo che
> alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno
> una figuraccia».*
>
> Quali fatti dovrebbero seguire?
> *«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro
> dell'Interno».*
>
> Ossia?
> *«
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a
> cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o
> gravemente ferito...».*
>
> Gli universitari, invece?
> *«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle
> università,
infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto,
> e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi,
> diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».*
>
> Dopo di che?
> *«Dopo di che, forti del consenso popolare,
il suono delle sirene delle
> ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».*

>
> Nel senso che...
> *«Nel senso che le forze dell'ordine
dovrebbero massacrare i manifestanti
> senza pietà e mandarli tutti in ospedale.
Non arrestarli, che tanto poi i
> magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e
> picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».*
>
> Anche i docenti?
> *«
Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre
> ragazzine sì.
Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo?
> Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un
> atteggiamento criminale!».*

Note al margine: e anche l'olocausto partì, tra le altre cose, dalle leggi razziali. A volte mi rammarico di non conoscere bene lo spagnolo, altrimenti verrebbe voglia di andarsene. A volte si ha la percezioni di ombre e fantasmi, o solo paure, di svegliarsi e trovarsi in una Buenos Aires di 30 anni fa....

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martedì, 21 ottobre 2008
Le occupazioni del terzo millennio

Piccoli frammenti di un movimento che cresce...
In principio, circa un mese fa, dopo i primi giorni di generale incredulità per il decreto legge Gelmini, abbiamo iniziato a organizzarci studenti, genitori, insegnanti, e questa triade è già qualcosa di nuovo. All'inizio non eravamo molti: ci siamo ritrovati a casa di qualcuno a fare cartelloni e fiocchi gialli, colore della protesta. Generazioni a confronto intorno al taglia e cuci di parole e nastri: i ragazzini della scuola, le mamme, le insegnanti di generazioni diverse. Per esempio quella che tra un paio di anni andrà in pensione, ma crede e difende quel che fa ancora, la giovane precaria del sud in dolce attesa ed io, che ho scelto veramente l'anno buono per cambiare. All'inizio nei centri di raccolta firme e diffusione delle info eravamo scoraggiati: ci siamo presi di fannulloni e insulti vari, ma quello che feriva di più era l'indifferenza delle persone, delle famiglie, dei passanti verso qualcosa che va al di là della scuola e che ha a che fare con la democrazia. Ma le notizie corrono sul web, via sms, tutto è documentabile e raggiungibile sul momento: il coordinamento di queste iniziative sta facendo la differenza.Adesso dopo tre settimane le cose sono cambiate: siamo moltissimi e numerosi, nei centri di raccolta non occorre cercare la gente che ci firmi ma è la gente che cerca noi. Complice una straordinaria coesione al di là di ogni ordine e grado scolastico, sull'onda della protesta universitaria e delle superiori, ho toccato e sto vivendo una compattezza che non c'è a livello di partiti e sindacati. C'è stata una grandiosa manifestazione 10 giorni fa nella mia città, in testa gli studenti delle superiori, io la chiamo "la meglio gioventù", e dietro insegnanti, bambini, docenti, bidelli, cuochi, nonni, genitori, tutto quel macrocosmo che è istruzione. A Firenze manifestazioni come quelle di oggi non si vedevano da almeno 30 anni. Quanto alle mamme non cambieranno mai: gli ho detto che andavo a occupae la scuola, mi ha detto di stare attenta, mi son sentit buffa come se 15 anni tra un'occupazione e l'altra e un'inversione di ruoli fosser solo un baleno.Ci stiamo preparando per il 30 a Roma, pulmann di studenti, insegnanti, e via dicento. Non so se servirà a qualcosa, ma so che è qualcosa in cui credo, e che almeno, comunque andrà, sento di aver dato il mio tempo e le mie forze per dire no. Perchè poi quello che emerge è che in tutto questo conesto sociopolitico la lunga e intensa onda della scuola è l'unica voce che con potenza dice che c'è qualcuno ( e nemmeno pochi) che la pensa diversamente. Poco importa se certi ministri confondono la nostra espressione di pensiero ( e sottolineo espressione prima ancora che pensiero) con il verbo ragliare. Io sono orgogliosa di ciò che sono  e di quel che faccio, e quando la mattina ai miei ragazzi insegno o "semplicemente" parliamo facendo scuola mi sento più vera, e che in fondo non sto "lottando" solo per me, ma soprattutto per loro, per un futuro diverso non solo a parole.

Milano, oggi. Dal questo blog

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mercoledì, 15 ottobre 2008
Il mio paese (non) inventato

Cosa avete fatto in questa settimana che rimarrà nella storia come il famigerato '29?

Esiste un libro della Allende, si intitola "Il mio paese inventato"...e vorrei tanto che tutte le cose di sequito elencate fossero nel MIO paese inventato. Ad esempio:
1) ancora la modalità dei decreti leggi per avvallare decisioni abusando di questo strumento e travalicando la discussione politica: al di là dei contenuti, è il modus che è orripilante.
2) i ministri non possono andare a certe trasmissioni, mentre in altre son ben invitati a cantare, a chiaccherare etc etc
3) il presidente del consiglio non vuole dialogare con l'opposizione
4) i cori fascisti durante una partita della nazionale
5) privatizzazione delle università e quindi delle culture, sfacelo delle scuole pubbliche...altro che maestro unico, questo è il PENSIERO unico
6) prevedere un esame di dialetto e conoscenza delle usanze tipiche del nord per chi intende lavorarvi emigrando dal sud
7) chiusura delle scuole sulle piccole isole ( ma come cazzo fanno i bambini di Alicudi a frequentare la scuola se d'inverno là anche il cibo viene portato in elicottero???)
8) la legalità dell'informazione va a farsi benedire ( vedi commissione di vigilanza rai)
9) Opposizione e sindacati sempre più divisi e sempre meno incisivi

10) E Saviano se ne va...è una sconfitta per tutti, è una sconfitta per la libertà di parola...

Sommando solo gli addendi di questi punti, quel che ne viene fuori non è un paese democratico e purtroppo non è il mio paese inventato, ma il mio paese.
A queste cose pensavo durante questa settimana. Mentre marciavo ancora contro il dl sulla scuola. Nella marcia incontro G, un ragazzina di 14 anni ora in prima superiore. Io la portavo al mare quando ne aveva 3. Il tempo passa, inerosabilmente. Legge attenta i fogli, sfila e contesta. C'è ancora del presente salvabile.

A questo punto nemmeno mi interessa cosa passa e cosa non passa, intanto soprattutto mi interesa che si senta che in questo paese c'è chi la pensa diversamente. Speriamo che il caldo di questo autunno perduri....

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julie

domenica, 12 ottobre 2008
Colori

Era un volo di inchiostro a cielo aperto,

come un balzo di luce che attraversa la pelle

a sussurrare fra le ceneri

i colori di braci ardenti.

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domenica, 05 ottobre 2008
L'amore che non scordo

Carissime e carissimi,
domani in Parlamento inizierà la discussione sul decreto legge 137 inerente l'istruzione.
Consapevole di come la scuola necessiti di revisioni e progettualità mirate a arginare problematiche gestionali e finanziarie notevoli, vi chiedo di leggere quanto segue, indipendentemente da appartenenze partitiche o sindacali. Perchè non ci sono solo docenti che fanno questo lavoro per il numero di ferie o per la mezza giornata libera, che si esistono ma sono una minima parte. Da studentessa prima e da insegnante poi ho incontrato persone appassionate, studiose, entusiaste, capaci al contempo di credere in quel che fanno ma anche di mettersi in discussione per farlo meglio, indipendentemente dal tipo di contratto o dall'anzianità di servizio. Pertanto...
 
1) Per il ripristino di un dialogo politico senza l'uso e l'abuso dei decreti leggi
 
2) Per tutelare la scuola primaria italiana PUBBLICA ( tra le migliori  in ambito mondiale per qualità secondo i dati OCSE)
 
3) Per tutelare TUTTE le famiglie e il lavoro di TUTTI ( compresi gli insegnanti precari su cui si fonda gran parte del lavoto scolastico) garantendo i tempi attualmente previsti sia nel tempo pieno che nel modulo senza gravare economicamente sulle famiglie
 
4) Per evitare la bocciatura nella scuola primaria e media con un solo 5 in pagella
 
5) Perchè le scuole non si trasformino in fondazioni, ma proseguino a essere di tutti e aperte a tutti come luogo di educazione e cultura
 
6) Per il mantenimento di una didattica basata su team docenti capaci di valorizzare e rispondere alle esigenze di ciascun bambino nella sua complessità
 
 
FIRMATE LA PETIZIONE CONTRO IL DECRETO LEGGE 137 in questo LINK
 
Grazie per l'attenzione
Erika

Note al margine: L'amore che non scordo è il documentario magnifico raccontato in questo trailer

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sabato, 04 ottobre 2008
A fior di pelle

Diga di Ridracoli

Ci sono piccoli stupori, improvvisi e soprendenti. Come ad esempio nella frenesia dei giorni che si succedono, fra eventi che accadono e semplici sensazioni che passano a volte così rapidamente da doversi fermare per poterle percepire distintamente, arriva un brivido. Profondo, intenso, corporeo nella vicinanza fisica di chi si conosce da anni, quando il corpo altrui diviene una mappa ben nota e amata, e in qualche modo non te lo aspetti. Un brivido forte, con la stessa magia e piacevole smarrimento del mistero che solletica a fior di pelle, fin dentro l'intimità.

Note al margine: I no al decreto sulla scuola non sono così pochi come gli organi di (non)informazione fanno passare http://www.retescuole.net/

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mercoledì, 01 ottobre 2008
Sono tornata

da dove???

Non so nemmeno io dire da dove...sono tornata da un'immersione profonda nel nuovo percorso lavorativo che ho inaugurato, e siccome il lavoro alla fine è importante, mi sono presa tutte le sensazioni e le emozioni di questa nuova esperienza.
Così ora sono in 3, a insegnare italiano storia geografia musica e disegno...eviterò in tal modo di sfornare altri asini in matematica :)
L'impatto con la nuova scuola è stato molto positivo e rigenerante: i rapporti fra colleghi sono più professionali, la scuola è grande per cui c'è poco spazio e poco tempo per le chiacchere da cortile. I bambini sono meravigliosi anche se entrare in una classe di 18 alunni di cui 12 stranieri di 6 etnie diverse è stato un grande impatto, ma poi si è rivelato una grande ricchezza per me e per il gruppo. Così ho scoperto altri lati e vite della mia città che mi stavano sfuggendo. Appena arrivata ho subito da combattere per i provvedimenti del ministro...ma in questi giorni ho avuto tanti confronti così anche la mia idea è cambiata. Da una fase di sdegno di ordine pedagogico contro il maestro unico, ho attraversato una fase di depressione per il rischio di finire in mezzo all'Appennino per i posti potenzialmente tagliati. Tutto ciò si è sopito quando ho percepito ancora una volta la gravità della nostra (loro) politica ( ma si può riformare la scuola con un (abuso) del decreto legge di una pagina e mezzo?) e soprattutto quando in un coordinamento con le famiglie è emersa la preoccupazione della parte grande della scuola. Tagliare posti significa meno ore, o meglio doversi pagare parte delle attuali ore. Nella maggior parte dei casi questo ricondurrà inesorabilmente alla svalorizzazione del lavoro femminile, perchè con quel che costerà il "doposcuola" converrà stare a casa.
Insomma è un periodo in cui mi son dovuta orientare, andare in perlustrazione, guardarmi intorno, e in qualche modo essere fiera di me per aver osato il cambiamento. E quando le cose che capitano son così tante e molteplici...ho bisogno di far decantare le parole.
Ma ora son qui, non ho mai abbandonato questo luogo, almeno con gli occhi :)

Note al margine: tra le altre cose...sto riscoprendo l'uso della penna...che avevo perso con l'avvento delle tastiere...forse perchè dovendo insegnare a scrivere sto riscoprendo il piacere di tenere la penna, stringerla, premere a secondo delle emozioni sul foglio e compiacersi dell'inchiostro che prende forma.

Tatuato su: erika_luna a 19:31 | link | commenti (2) |
senza perdere la tenerezza