Quando lo straordinario diventa quotidiano, allora è rivoluzione.(E.Che Guevara)

Su di me

Nei miei occhi
Erikaluna
Erikaluna racconta

Sguardi

Bianconeve2008
Toscatunno
Last day
Xmas carroll 07
Delft
Liguria Swing
Murabilia
Le onde ribelli
Le onde perfette
Paimpont
Riviera del Conero
Giverny
Paris nous appartient
Normandia
Bretagna
Roma, volo di angelo
La strada
Luci d'inverno
Sinfonia d'autunno
Marina di Ravenna
San Gimignano
Portovenere

Creative Commons License
Il contenuto in parole e foto è opera mia e pubblicato sotto una creative commons license, pertanto è vietato utilizzarlo a scopo di lucro, modificarlo, utilizzarlo per creare altre opere. Talora fossero presenti contenuti che violano le leggi sul copyright, segnalamelo e provvederò a rimuoverli Licenza Creative Commons

The Dreamers'Game

Viaggi indispensabili

Faccine
Ben
Millepapaverirossi

Ippocampo
Il Regno di Mirabilia
Zuly
Human rights
Il principe sofisticato
Eccardo
Eccemarco
Blaue Blumen
Baaahhh!
Isola nel mare
Asileday
Rear Window
Alderaban
Grublog
Marcel
Poemetto amoroso
Zumal
Ale
Neo
Lemieparole
CBH
Anto
Soleombra
2046
Officina della poesia

Ivan
Monicabionda
Bea

Contatore

sono stati rubati *loading* sguardi

Amo

Stromboli, terra non solo di Dio- My blueberrynights-Il pensiero analogico di Alicudi- Le luci di Natale- La libreria faharenheit- Il cuore delle Eolie- Lipari, sempre e comunque-Il cratere di Vulcano-Inferno, canto V- Turandot-1 Corinzi 13-Le note di Tiersen- I murales di Bruxelles- I canali di Delft- I cigni di Brouges- L'atmosfera di Amsterdam- Via degli Stampatori-Piazza Trilussa il sabato sera- La prima notte d'amore a PortoVenere- I nidi di cigogna a Faenza- Cacao amaro al 70%- La marmellata di arance amare- L'odore di cannella- Cuba Libre-Lo Zebre a Belleville-Il parco del Valentino- Le fiabe come catalogo aperto di destini-I tre colori delle spiagge di Santorini, e i tre colori di Kielowsky- Bacco e Dionisio che danzano nel Carnevale- Il tramonto ad Ohia- Kim ki Duk-Juri- Cap Faherel-I gabbiani di St.Malò-La bassamarea in Bretagna- La foresta di Paimpont-gli angeli del fango- la meglio gioventù- I sentieri delle 5 terre- Trieste- Le scogliere di Etrat-Il ghetto di Venezia- L'anfiteatro di Taormina- Blu-All'ultimo respiro- Donne che corrono con i lupi- Le fiabe-l'odore dell'anice stellato- 51 Rue de Bercy, Paris-Passeggiare a Belleville- Il museo del cinema di Torin- Out oh Hell (Elisa)-Portovenere- Catturare sguardi-L’atelier sul mare- Il raggio verde a Forio di Ischia- Gli orologi di Dalì- La mia Pentax- Il thè nel deserto- Bergmann- Un viaggio in sospeso ad Alicudi- Cucinare per le persone che amo- Limelight- La notte di S.Lorenzo- Mullholland Drive- Collezionare sabbie- La pizza di Michele- 2046- Fahrenheit 451 in Campo dei Fiori- Blow up- La Pedrera- Il sorriso etrusco-Rilke-Il giardino di Boboli durante il temporale- Gli occhi di mia nonna-I violinisti di Chagall, ma anche i suoi sposi- I tramonti in inverno- Il muro di Gerusalemme-La stazione di Bologna- Le prospettive di Escher- Le stelle che ridono di un piccolo principe e le stelle di Van Gogh-Le pietre del Vayont- Guernica- Kill Bill- I capricci di Paganini- Canone Inverso- Le foto in bianco e nero- Il 25 Aprile- Dipingere- La Chimera- Gli incensi- Solaris- La mia videocamera- The dreamers- Kar Way Wong- Il Davide di Michelangelo- La messa è finita- Il cielo sopra Berlino- Tutto su mia madre- Evaluna in d’amore e ombra- I ritratti del Che- L'Alhambra- I baci con lo schermo nel cuore- Le labbra di Wharol- L'apple pie- Il corridoio Vasari- 1977- Si, viaggiare- Buena vista social club- La sala cinematografica- La voce del violino- Le risate dei miei alunni- I corpi nudi sporchi di colore- Piazza Vinceslao- Il silenzio di Pompei- Ederlezi- La baia del silenzio- Il cantico dei cantici- Scrivere, sempre- Il marmo delle Apuane- Il mare- La tavolozza dei colori- La 1000eunesimanotte- I ritmi tribali dello djambè- Le allucinazioni di Lynch, Moretti, Bertolucci, Tarantino, Almodovar, Antonioni- Terra bruciata di Siena- Doisneau- La voce di mia madre- La Marselle- Le case colorate a Vernazza- I filobus a Lisbona- Nuotare, assolutamente- I Girasoli nel Chianti- L' Avana- Chet Becker- Le spezie-Le rughe sui miei libri- La via Emilia- Un uomo – Caro diario-La donna cannone-carlita'song- La volubilità di Alice- Napoli- L'archivio Alinari- L'odore del pane sfornato- I cammini di Chatwin- Le parole di Neruda, Shakespeare, Hikmet e Prevert- Le Marais a Parigi- Roma città aperta- L'odore di mio nonno- Veronika- La scogliera a Cabo do Roca-Le città invisibili- Piazze del Palio-I canti Klezmer- Il cielo su Ustica- La risata di mia sorella- Il tango in plaza de Mayo- Le saline di Trapani- Dos gardenias-La Vita-

martedì, 29 gennaio 2008
La crisalide

Ho riempito varigate e numerose domande di trasferimento e mobilità nel mio volontariato sindacale, la mia l'ho lasciata per ultima. Convinta, certa, sollevata, pronta, chiara. Da mesi dentro sentivo che era il momento di cambiare segmento educativo ambiente colleghe mura persone. Ieri mentre la stavo andando a consegnare, lungo il viale alberato che collega la mia sede in mezzo ai campi al porto, ho sentito la forza delle lacrime sul bordo dei miei occhi. Le ho lasciate scorrere silenziose, le ho guardate nello specchietto retrivisore, in un momento di preziosa solitudine in pieno contatto con me stessa. Erano lacrime non di pentimento, ma di commozione. Quando si intraprende un viaggio nuovo ciò che si lascia nel momento in cui si progetta la partenza è come se appartenesse già al passato, prossimo. Lacrime che sapevano di crisalide. Sono arrivata qui, dopo anni di assegnazione fuori provincia, dopo anni di tempo stiracchiato fra studio e lavoro, piena di entusiasmo, l'entusiasmo del ritorno, del nuovo, che non ha fatto nemmeno in tempo a definirsi. Subito il luogo in cui mi sono trovata si è mostrato molto acido, pesante, una situazione di relazioni interpersonali già malate e tumorali fin dall'inizio. Un ambiente che tarpa le ali, non solo professionali ma che sadicamente tocca le corde più intime della pesona. Io ho combattuto in questi tre anni, ho fatto da cuscino come spesso mi accade, rimettendoci anche un po' di salute. Perchè son sempre convinta che le cose possono cambiare e migliorare. Ho deciso di andarmene e non è una resa, me ne vado perchè ho voglia di nuove esperienze, di altre età e altre materie da insegnare, di un ambiente che anche se difficile sia semplicemente diverso. Me na vado perchè non voglio più il magone ogni volta che varco il cancello: mi sembrava di essere stipendiata per parare i colpi non per insegnare. Ho bisogno di recuperare il contatto e l'autenticità del mio lavoro, soffocato in questi anni da incomprensioni e incolmabili distanze, mi sono sentita sempre sotto la lente di ingrandimento in un vestito troppo stretto. Con la mia spietata razionalità e autocritica, sono convenuta che non era vittismo, ma oggettività. La trasparenza della commozione è per quel che questi tre anni hanno significato per me: il distacco dalla mia famiglia, la costruzione di un amore, la nuova casa, la ricerca quasi archeologica dei miei malesseri interiori e il saperli guardare, per accettarli e conviverci come parte di mè, uno scavare in profondità nel recupero totale dell'autenticità compresa di angoli vivi e tagienti. Un processo silenzioso ma molto faticoso, che probabilmente ha determinato in me un notevole cambiamento a volte incomprensibile per chi tutti i giorni ha condiviso l'ambiente di lavoro. Un cambiamento necessario che ha portato a rendermi serena e più sicura di me, di quel che sono, di quel che desidero. Sono stati anni importanti, e certo difficili ma intensi. Adesso sono pronta per spiccare il volo, e so nei nuovi battiti anche questo luogo mi sembrerà meno violento, meno pesante, come si addice a tutti i ricordi: le tinte perderanno sicuramente la loro accecante cromatura, per confluire in un armonico pastello, come solo la dolcezza della distanza, temporale e spaziale, permette.

Foto di Marijke06

Note al margine: e ora incrociate le dita...perchè negli incredibili movimenti lavorativi, un posticino per me ci sia ;)

Tatuato su: erika_luna a 09:51 | link | commenti (12) |
senza perdere la tenerezza

domenica, 27 gennaio 2008
Intorno ad Anna

Quando ho prenotato il volo per Amsterdam ho pensato ai girasoli e ai canali, solo in seconda battuta sfogliando la guida mi è venuta in mente la casa di Anna Frank. Assolutamente il mio viaggio si sarebbe arricchito di un evento speciale e impensato. Andando ad Amsterdam c’è così tanto contrasto tra la fibrillazione dell’atmosfera generale, così vibrante di tolleranza e voglia di vivere, e la commozione dignitosa e dolorosa che prendere iin luoghi come la casa di Anna o dinanzi ai corvi neri di Vincent. Anna Frank mi è arrivato in terza elementare come lettura integrale suggerita dalla maestra. Da “grande” ho sempre pensato che la mia età di allora fosse troppo acerba per una densità talmente profonda e dolorosa, oggi, più seraficamente, considero che anche quella lettura precoce ha sicuramente contribuito a rendermi quel che sono. Il diario di Anna Frank letto a 10 anni è forse qualcosa che va al di là della memoria e dello Shoa, perché gli occhi che lo leggono sono ancora puri, quindi per me allora principalmente era il diario di un' adolescente, che certo poi si trova a vivere la tragedia della clandestinità nelle rappresaglie naziste. Devo molto a questa lettura, andando a ritroso nel tempo credo che sia stato proprio quel libro a indurmi alla scrittura. La figura di Anna che si inventò un’amica Kitty per scrivere non tanto le sue memorie, quanto il suo presente, le sue emozioni, il suo crescere, è stata indiscutibilmente per me fondamentale. Mi ha di certo trasmesso il senso profondo della scrittura , condito da una notevole autoironia, e forse è stato il primo salvagente che ho afferrato per ritagliarmi uno spazio mio in una famiglia numerosa e patriarcale. Di fatti dopo il diario di Anna, anche io iniziai a scrivere, ovviamente un diario. Era arancione, con snoopy in copertina, e ovviamente anche io mi feci un’amica immaginaria, che si chiamava non casualmente Anna. I diari furono molti, poi moleskine, racconti, blog, un modo come un altro per ritagliarsi un luogo di contatto con sé, e quindi con gli altri. La casa di Anna Frank sorge sul Prinzess Canale, uno dei più suggestivi. Il tempo a fine luglio era molto strano e freddo, e dinanzi alla casa di Anna c’era una costante coda di turisti e visitatori di tutti i tipi, più volte abbiamo tentato di entrare, senza demordere. Vedere chi si fotografava accanto alla targa della casa mi ha turbato, perché la casa di Anna è un simbolo molto forte che incute rispetto assoluto, ma anche speranza assoluta. La cosa più sconvolgente credo sia stata proprio passeggiare nei vari piani che compongono il rifugio: ogni dettaglio corrisponde perfettamente al diario letto 20 anni fa e mai più ripreso. Improvvisamente tra le scale e i mobili ribaltabili, emergono dalla memoria le pagine, ma anche le cartine mentali che mi costruivo mentre leggevo. Era come passeggiare esattamente nella storia, non più parole, ma stanze finestre corridoi. C’è un momento molto emozionante di difficile descrizione: al termine della visita ho visto il diario e sono rimasta sorpresa dalla modernità della copertina, a quadretti di stoffa colorata, vivace come tanti diari dei bimbi che vengono a scuola. Vedere il diario e non solo il libro in cui è stato stampato ha liberato un’emzione tenuta dentro per più di 20 anni. Oggi è la giornata della memoria, della Shoa, e in qualche modo di Anna. Anna, che ha una statua vicino alla sua casa, semplice quasi fragile ma dignitosa. Perché Anna Frank è un simbolo molto forte: per il senso della scrittura, dell’olocausto, dell’infanzia violata, e non solo della Shoa ma di ogni sterminio, di ogni etnia ( penso ai numerosi rom, protestanti, testimoni di geova che insieme agli ebrei sono stati sterminati), di ogni idea politica come i nostri tanti partigiani, per i campi di allora e di dopo. Ma Anna è anche simbolo di una forza di vivere propria dell’adolescenza, la forza di raccontare, di non dimenticare, il sogno certo di un domani capace di migliorare. Perché rileggendo il libro fino alla fine Anna ha combattuto con la determinata speranza di una via di uscita, contrastando il terribile epilogo. Un’incredibile forza da cui tutti potremmo attingere per creare qui e adesso un posto migliore.

Foto di Erika, Amsterdam 2007

Note al margine: dal diario di A.Frank "Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo; viviamo tutti coll'intento di diventare felici, viviamo tutti in modo diverso eppure uguale.

Tatuato su: erika_luna a 11:12 | link | commenti (4) |
el-shaddai

sabato, 26 gennaio 2008
Angel, ovvero il rischio " femminile" di scrivere

 F.Ozon, 2007La giovane Angel vive in un paesino dell'Inghilterra di inizio secolo, sofferente per la sua umile condizione economica. Totalmente priva di interesse per la lettura e di esperienze di vita, si inventa attraverso la scrittura un mondo tutto suo in cui si sente pienamente realizzata. Pubblicata da un editore, diviene una famosa autrice di romanzi popolari, compra la tanto amata residenza "Paradise" che scrutava fin da piccola, si sposa con un pittore dalla personalità complessa con la cui sorella instaura un affetto saffico. Gli anni e la guerra fan si che il mondo inventato con le parole divenga per lei l'effettivo mondo, così Angel racconta e vive le esperienze come le vorrebbe e non come effettivamente accadono, per "scollarsi" definitivamente dal reale. Angel morirà sola e anonima, con il crollo di un universo di vetro effimero da lei creato ma vivo solo nella sua testa.

Il film è scorrevole, ironico fino a non sopportarne la protagonista.
Ozon spazia ancora nell'universo femminile, e questa volta lo fa prendendo come riferimento le eroine del cinema americano degli anni 30/40; Angel è l'icona di questo cinema, effige esagerata del melò, perfettamente echeggiante Rossella con tutta la sua antipatica superficialità ed impertinenza. Tutto nel film è eccessivo, volutamente, proprio perchè il film scorre sul doppio binario narrativo: la vicenda stucchevole di una ragazza che troppo cede all'immaginazione fino a vivere una vita falsamente riflessa, l'omaggio a questo tipo di cinema. In particolare sono molto ironici e appropriati i viaggi in carrozza, dove le figure attoriali sono nettamente staccate dallo sfondo che scorre proprio come nei film delle origini: un artificio che Ozon ostenta come dato tecnico portatore di un messaggio ben preciso.
Densa l'interpretazione della Rampling, moglie dell'editore e forse portatrice di un messaggio importante: solamente quando le cose vanno male mostra apprezzamento per Angel, perchè finalmente la ragazza trova il coraggio di esistere nella realtà, anche se per poco.
I temi di contorno sono molteplici, in quanto il film ben si inserisce in quella tradizione letteraria e cinematografica delle donne che mediante la scrittura si ritagliano uno spazio.
Ovviamente questo spazio artistico ed estetico è rappresentato anche come pericoloso, in quanto degenera quasi patologicamente in una forma di stacco schizoide dalla realtà, tanto che ogni affetto è sacrificato in nome dei suoi sogni.
Il film è anche una pellicola sul cinema, in quanto la protagonista sembra capace di vedere unicamente mediante la propria immaginazione. Quindi ancora una volta il gioco di realtà-finzione mediante la visione è riproposto anche se qui in maniera enfatica, senza lasciare molto spazio allo spettatore, se non il grande interrogativo che almeno da Don chisciotte in poi ci si pone: cosa è il vero?
I costumi ed il trucco sono meravigliosi e veramente funzionali alla sinossi e allo sviluppo del personaggio.
In realtà il film pone un quesito non da poco: Angel pensa di vivere una favola, ma si accorge che la realtà non è manipolabile come un racconto d'invenzione. Il colpo di grazia le sarà dato quando scopre che il marito la tradiva con la precedente proprietaria di Paradise ( Angelique): è il momento in cui la duplice vita ( quella vissuta e quella immaginata di vivere) si sfilaccia per sempre, irremediabilmente ponendo fine alla fiaba, e alla vita.

Note al margine: ma perchè in tante ricorrenti storie son sempre le donne che scrivendo rischiano di confondere la realtà?

Tatuato su: erika_luna a 09:36 | link | commenti (7) |
la lanterna magica

giovedì, 24 gennaio 2008
Povera Patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
( F,Battiato)
 
La creatività aiuta a sopravvivere, ma a volte è davvero difficile inventarsi un ottimismo, in giorni come questi così lunghi e saturi di instabilità. Forse perchè coincide come a volte accade un senso di rigurgito nei confronti di quello che accade alla nostra politica e nel mio microcosmo lavorativo. C'è un'aria pesante di sfiducia, di prontezza quasi eccessiva solo per fregare l'altro. Io mi vedo passare gente davanti nella mia attività non lavorativa ma di volontariato, e dietro ad ogni lavoratore, c'è una storia, una persona con parole appassionate che raccontano e spalancano finestre chiuse dove spesso si celano i piccoli grandi problemi del quotidiano, specchi non troppo ingenui di una situazione generale dolorosa e vergognosa.Ci sono sere come queste che provo molto sdegno, non vergogna del paese dove siamo, ma sdegno. In questi giorni dove si celebra la nostra amata e liberatoria Costituzione, passano sugli schermi i pulviscoli di immondizia, di visite papali che fanno tanto controriforma, e lo spettacolo ad ingresso gratuito dei nostri politicanti, fino a somigliare sempre di più a un teatrino, fino a confonderci e quasi dimenticare che i burattini in realtà siamo noi. O al massimo inermi spettatori di un sistema che nell'alternanza apparente fatica a cambiare, o avere, almeno la parvenza di civiltà. Sarà per questo che non mi soprendo più se in classe bambini di soli 4 anni sputano offendono aggrediscono con linguaggi e atti da grandi. Non è solo colpa della televisione, perchè se l'esempio sono le nostre camere non è certo educativo, ed è più vero di qualsiasi reality. Io credo ancora che possa cambiare, che possa esserci un paese migliore, e cerco di combattere nel mio piccolo, in quegli atteggiamenti personalistici e individualisti che probabilmente anche la politica dagli anno 90 in poi ha portato. E non parlo solo dei grandi sistemi, ma del nostro vissuto quotidiano minimo. Io ci credo, resisto e vado avanti, ma certe sere verrebbe voglia di spegnere il telecomando e riparlarne domattina, ma tutto questo non è un film.
 

A.Avanzini, carnevale 2007, bozzetto del carro vincente " Avanti, miei prodi"

Note al margine: ancora una volta ricorro alla satira carnevalara;) L’ispirazione generale trae origine dalla memoria del film l’Armata Brancaleone di Mario Monicelli.
Romano Prodi, nelle fattezze di un improbabile cavaliere, si trova a dover fronteggiare i destini di un paese malandato: una spada di legno è il suo strumento di offesa; un’armatura di carta la sua debole difesa; un cavallo di legno il suo destriero. Completano il quadro un paio di forbici ed un cuneo (ricevuto in testa), simboli di manovre economiche a noi tutti tristemente note.
Due grotteschi paladini si aggiungono all’armata, mentre sullo sfondo del carro, tra macerie fumanti, due spettri senza volto…Agli spettatori il compito di attribuire loro il significato che più li aggrada. ( contributo didascalico e fotografico tratto da:
http://www.viareggio.ilcarnevale.com/

Tatuato su: erika_luna a 21:04 | link | commenti (6) |
bytes

martedì, 22 gennaio 2008
Il soffio dei giorni

Soffiare sulle candeline è dare importanza a piccole cose che a volte non sono così preziose, è guardare ai dettagli amorosi con un misto di stupore e curiosità. E' sentirsi speciali per un giorno, è guardarsi indietro e pensare che la somma di tutti quei giorni è oggi quel che siamo, è gurdare oggi e ad esempio nella fattispecie essere felici e orgogliosi di sè. E' pensare che il destino ci chiama, ma che anche si fa scegliere, è ricordare che non si è qui, per caso. E' essere sereni. Di non cedere ai malumori dei contorni asfissianti, ma respirare autonomamente e comunque. Di prendersi spazi e non permettere a niente di scurire il proprio cielo. Basta così poco, infondo. L'affetto delle persone vere che si stringe più forte, a volte son sufficienti poche parole. Oppure. Essere innamorati di sè, e rispettarsi per farsi anche rispettare. E' un giorno così bello che mi spiace che finisca, lo gusto minuto per minuto come fosse il migliore dei tramonti, certa che ce ne saranno ancora. Un giorno fatto di regali per posta, di un giardino zen tutto da inventare e sentire, di libri e pellicole importanti, di colori da indossare come gli umori più sinceri, di mosaici cangianti, di auguri inattesi, di pagine bianche in attesa ardente ma senza inquietudine, di fiori che arrivano a ricordare la voglia di intricarsi nella vita, puramente, quasi, selvaggiamente, per sentirne l'urlo e il sapore dal profondo.

Note al margine: Una mia cara amica mi ha inviato questo profilo da oroscopo, per quanto io non creda agli oroscopi, ritengo che un certo influsso astrale nelle congiunzioni alla nascita rendono un po' particolari. Sarà per questo che in tale ritratto mi ci vedo abbastanza, in underscore il mio controcanto;) Chi nasce sotto questo segno è un degno rappresentante dell’Era dell’Acquario. È altruista, generoso e impegnato nel rendere il mondo un posto migliore.( e avolte ciò comporta una grande pazienza ;) Il suo più grande desiderio è quello di vedere migliorate le condizioni di vita dell’uomo ( tanto da sfiorare l'ostinato idealismo), ecco perché egli focalizza la sua attenzione verso le istituzioni sociali e il loro funzionamento (o non funzionamento, motivo per cui a lavoro mi incazzo molto). E’ visionario e innovativo, ama trascorrere il suo tempo cercando di capire il modo di migliorare le cose ( e macina macina macina nella testa ;). È anche molto bravo nel coinvolgere gli altri nei suoi progetti, ragion per cui ha una moltitudine di amici e conoscenti( confermo:). L’Acquario riempie il mondo con i suoi pensieri e le sue idee. Fortunatamente per lui (e anche per noialtri), egli è quasi un genio,( ma questo non lo sa) ed è quindi in grado di produrre cose fantastiche. Il suo processo mentale è originale e innovativo ( tanto che anche se stesso fa fatica a starsi dietro). Se l’Acquario si sente felice ogni volta che è in grado di proporre una nuova soluzione o idea, egli è ancora più contento quando si trova in accordo con le persone che lo circondano. Coloro che si oppongono alle sue proposte capiranno subito che l’Acquario sa essere impaziente e persino irascibile( assai). Egli rimane fermo sulle sue posizioni, in accordo con le qualità tipiche del segno. Anche se abbiamo detto che l’Acquario è molto generoso, c’è anche da sottolineare il fatto che spesso questo suo dare è limitato a condizioni ben precise dettate dalla sua necessità di essere sereno. In genere ciò significa, necessitare di spazi più o meno ampi,( spazio è una parola topica della mia storia per le parole successive) in quanto egli ama sentirsi libero e sente il bisogno di spostarsi continuamente (adora viaggiare, e come no!!!). Se l’Acquario è altruista e sensibile, è anche vero che egli è più propenso verso la generosità quando le cose vanno in una determinata maniera, la sua. A modo suo l’Acquario dà un grande valore ai suoi amici o familiari, e desidera sempre dare il massimo( in poche parole è molto relazionale). Acquario è dominato dai pianeti Saturno e Urano. Ai tempi dell’antica Roma Saturno era considerato il padre di molte divinità. Urano è il più antico tra le divinità della mitologia romana; questo pianeta fu scoperto molto più tardi di Saturno e solo di recente è stato assegnato al segno dell’Acquario. L’unione tra questi due pianeti genera una forza vivace e stimolante. La forza tipica di Saturno è quella del maestro severo, da cui il deriva il desiderio dell’Acquario di proporre le sue idee agli altri. L’Acquario raggiungerà molti obiettivi grazie alla sua grande intelligenza, sviluppando idee rivoluzionarie per il bene dell’umanità ( partirò per qualche rivoluzione?). Inoltre egli è anche molto creativo a livello artistico, altruista e determinato a fare la differenza in ogni situazione. Negli sport l’Acquario ama circondarsi di molte persone, preferibilmente amici o familiari; comunque, se non conosce gli altri “giocatori”, non impiegherà molto tempo a fare la loro conoscenza! L’Acquario preferisce sport come il baseball o il tennis, sebbene anche una vivace partita di pallanuoto potrebbe essere stimolante. Ama i colori che ricordano le tonalità dell’acqua, come l’argento vivo o il blu acqua( colori che di fatto indosso un tutte le sfumature ;). Anche in materia d’amore l’Acquario mostrerà la sua esuberanza, arrivando ad essere persino provocante( lo sanno certe vittime). Pur recitando la parte di quello ultra protettivo nei confronti del partner, egli è l’esatto contrario del tipo geloso( finalmente qualcuno che sfata questo mito sulla gelosia;). La sue qualità migliori sono creatività, altruismo e intelligenza( vorrei un po' meno altruismo e pià freddaintelligenza, delle volte;). È determinato a fare del mondo un posto migliore e a prestare soccorso a tutti coloro che ne hanno bisogno ( magari qualche finalità più semplice a volte faciliterebbe il tutto). Egli è l’innovatore dello Zodiaco.

Tatuato su: erika_luna a 22:50 | link | commenti (11) |
luce

venerdì, 18 gennaio 2008
Come un coriandolo

Come un coriandolo, vorrei poter volare insieme a te e in ogni angolo scoprir la gioia e la magia che c’è, se in una maschera puoi ritrovare un senso ai tuoi perché quel viso d’angelo vorrei che somigliasse un poco a te, vola coriandolo, vuol dir che in fondo musica ce n’è.

Avanti felini giullari streghe e principesse. Elfi arlecchini pantere e pirati. Avanti. Si accendono luci colori, nel salmastro la leggerezza dei coriandoli. Avanti sogni da stasera e per qualche settimana, ballando fino all'alba, cantando di un'allegria selvaggia che viene da dentro. Ballare per la strada come se nessuino stesse a guardare. E fra i fili delle stelle filanti disegnare ciascuno in  cartapesta il proprio sogno. Perchè un sogno di cartapesta è un sogno fatto a mani nude, la pelle si amalgama con l'idea e con la materia, una pienezza unica e indistinta, a metà strada tra la carta stampata di giornale e la purezza del sogno. E' un sogno costruito minuziosamente, modellato pazientemente, quasi scolpito di fragilitià e precarietà. Scenderà la pioggia vento su vento a cancellare la fragilità di ogni sogno, ma nessun acquazzone può eliminarne lo scheletro, l'essenza, sotto ai colori della cartapesta che si rinnova nell'anima stagione dopo stagione. E passeranno re e banditi, odalische e draghi, ognuno assomigliando al sogno che ha di sè. E farsi prendere da una frenesia con occhi che brillano come bambini: non ci sono motivi particolari, se non un amore sviscerato per questa voglia di vivere senza condizioni. Libero, come il sangue della mia gente.

Burlamacco, Piazza Mazzini

Note al margine:

Va, la musica va e va, la musica va...
dolce sapore, aria di festa
sei tu la maschera di cartapesta
che prende il cuore, prende la testa
sei l'invenzione del vecchio carrista
va, la musica va e va, la musica va...
anni storia, sulla tua pelle
di verità data in pasto alle folle
con la miseria, zucchero e stelle
mentre le sfingi raccontano balle
va, la muisca va e va la musica va

RIT: musica vola via, è carnevale, finalmente
scherzo dell'ironia
col trucco liberi la gente
un carosello di maschere,
così t'accorgi d'esistere
sempre più giovane, nitida immagine sei
con la tua origine povera,
hai dato vita alla satira
suono di cembalo, riso, coriandolo, va...
va la musica va e va la musica va...

Vivi con estro, e sogni modelli
mani di mago, magia di pennelli
il grande maestro, i tuoi ritornelli,
del carnevale scatenano i balli.
Va la musica va e va la musica va...
Scendi nel corso, ridi giullare,
c'è tutto il mondo che vuole capire
questo universo da giocoliere
che ruba l'anima e fa innamorare...
va la musica va e va la musica va...


Tatuato su: erika_luna a 20:26 | link | commenti (12) |
intermittenze

mercoledì, 16 gennaio 2008
Trailer

Ora in assenza di "couscous", ho visto "bianco e nero", semmai ne parlerò, visto che il cinema era piena...strano no?
Ma la cosa più sconvolgente sono stati i trailer: prima la storia di una tipo il cui compagno muore, lasciandole una caterba di lettere di cose che lei deve fare di luoghi da visitare: una storia strappalacrime che non potrei vedere dove lui anche se è defunto è sempre presente, e alla fine sarà lui, sebbene defunto, a buttarla nelle braccia di un altro. Il titolo mi pare inizi con ps. Sto cercando di dimenticarlo
pensando che il peggio fosse questo, lo schermo si è riempito di ragazzine lolite e di un raul bova statuario come sempre, in sottofondo la voce ammaliante dello speaker che legge statistiche sociologiche sulle 18 enni che cercano sesso e i 30 enni che non sanno che farsene...tutto ciò dura tantissimo per essere un trailer... quando poi arriva il nome del regista: moccia, e allora ho compreso che dopo la rovina della letteratura, arriva anche quello dello schermo ( ora siccome la storia si comprende benissimo data la lunghezza del trailer...io avrei scelto un altro attore: comodo per la 18 enne farsi raul bova, anche se ha 20 anni di più...così non vale, ci voleva almeno un accorsi, che è coetaneo di bova ma è meno adone, meno statuario e ha qualche ruga in più...moccia barbie e ken non valgono!!! ).
Ok, dico: il livello del cinema italiano , e confido in un film americano di guerra ( tanto per cambiare) l'indefinita edizione di rambo o un silenzioso film di Honk kong...no, niente di tutto ciò. la vendetta chiamata Italia...continua. e mi arriva un muccino jr palestrato e cotonato nei capelli, circondato da un bel paio di belle ragazze sempre col pennello in mano immerso in uno studio artistico, poi perde tutto a carte...ma il regista è lui e secondo me la partita l'ha vinta: intanto si è preso due partner niente male. E seconda di poi, ha ripreso la tradizione del fratello: il film uscirà a s.valentino Per fortuna si finisce con caos calmo...ah nanni, così rassicurante nella sua inquietudine. So che certi filmetti sostituiscono romanzi rosa e fotoromanzi, ma semplicemente certi soldi potrebbero essere investiti meglio nell'industria cinematografica.

Note al margine: Fin da piccola mi divertivo a fare i trailer della mia vita, mentalmente si intende, ma eran perfetti, nella musica, nel montaggio, nelle immagini scelte...perchè è la scelta dei momenti che fa la differenza di un trailer. Il tema era variabile: la mia vita così come era, o l'altra, quella fantastica, che da da grande si traduce non in quella che avrei voluto, ma semplicemente in un'altra...:)

Tatuato su: erika_luna a 07:40 | link | commenti (8) |
la lanterna magica

domenica, 13 gennaio 2008
Henri

Quante volte tentasti di sagomare
il fluttuare delle anche e
la tensione gotica della schiena?

Eppure leggevi sull’incedere dei polpastrelli
e nell’umidità degli occhi l’atlante della mia pelle
gli alfabeti dei contorni lievi e smussati
fino a sfogliarli nelle pieghe, sulla cruna
colorata e sdentata delle unghie,
nel soffio discreto che solletica il collo.

Ti passo dentro, non mi vedi.

Fuggevole il mio profondo che non hai mai scritto:
non serve denudarlo, non bastano sguardi.

Ingannevole il mirino
sulla linea testa mano cuore

che certe cose si sentono meglio

a occhi chiusi.

Photo by Kuba

Note al margine: Leggendo Volphoebe non si resta insensibili;)

Tatuato su: erika_luna a 10:25 | link | commenti (7) |
photopoeme

venerdì, 11 gennaio 2008
Impermeabilità

Questa pioggia è tenace continua noiosa. Picchietta costantemente, senza grandi scrosci, senza musicalità. Si annida per ore in una coltre grigia e bassa che da giorni soverchia il cielo, caricandolo di nero. E ogni tanto zampilla, indifferente. Quanta luce manca, quanto sole. Da più di una settimana sembra di vivere costantemente nei 10 minuti antecedente, nei mesi invernali, il buio. Così, da mattina a sera. E poi ricomincia. Sarà per quello che anche la mia pelle è più candida, e i miei occhi più bui. So di vivere a stretto contatto con il tempo fuori. E allora anche io sono un po’ così, in un grigiore nebuloso, pieno di idee, ma a differenza della pioggia nessuna sensazione scende. Ciò non mi preoccupa. Sono impegnata, adesso. Conosco gennaio, e per me è il mese più crudele, se resisto poi la primavera sarà bella, altrimenti mi scatta un letargo che perdura fino al primo bagno in mare nell’assolato giugno. Invece bisogna resistere, specie quando ci si conosce. Esiste una sorta di cultura personale che è fatta della propria storia, dei propri ritmi, dei propri miti, qualcosa che va al di là della conoscenza nozionistica o del tessuto familiare, e che si avvale anche di tradizioni personali. Ad esempio io da quando sono adolescente vivo difficilmente questo mese, messo così tra il finire del vecchio anno, e il mio compleanno, come due muri che si avvicinano, e a volte mi ci sento stritolata. Il tempo mi piace manipolarlo, per questo credo di essermi specializzata in montaggio. Tuttosommato le tradizioni possono essere anche interrotte, specie se sono ristrette alla piccola repubblica del nostro io. Possiamo abolire la crudeltà quasi depressiva di questo mese, e non dico di fare fuochi d’artificio, ma almeno passarlo sereni. Devo tenere la guardia, so di essere fragile, devo tenere la guardia non per non cadere, ma per cadere, eventualmente, bene. Poi passerà anche questa pioggia ininterrotta, questa coltre impermeabile che mi rende insensibile, eccetto al dolore. L’inverno serve a questo. Ci saranno colori e profumi in cui poi correre e rotolarsi. Sotto la desolazione, sfumature e primavere non dormono, ma fermentano.

Foto: Vietnamland, di Bluefam

Note al margine: Count-down Oggi 11 gennaio 2008 mancano 8 giorni al Carnevale. ^_^

Tatuato su: erika_luna a 12:03 | link | commenti (10) |
intermittenze

mercoledì, 09 gennaio 2008
Splendida decadenza

Genova, Dicembre 2007

Note al margine: a volte mi sento immersa in una splendida decandeza, abbagliata di una luce al tramonto, forte ma che accarezza e non schiaffeggia. Pur con i suoi labirinti, i suoi intrecci, e le sue ombre che un po' ingigantiscono la forma delle cose. Allora mi sento un po' a mezzaria, tra cielo e terra. Tuttosommat è uno stato breve, di pochi giorni, che mi piace. E' il momento in cui sospesa dalle cose guardo tutto con un punto di vista diverso, e sento così il richiamo del cielo e della terra in maniera sincrona, senza stonature. Semplicemente nel vento che mi accarezza, spogliarmi del troppo e riconoscere, in quella invisibile vibrazione, il mio canto.

Tatuato su: erika_luna a 16:37 | link | commenti (11) |
photopoeme