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Zaanse Shans, Nederland
E mi viene da pensare che lo stupore è grande molteplice rifrangente inatteso. Specie quando le scelte, quelle grandi importanti e cruciali, nel loro conflittuale stato embrionale aprono una vita ancora più bella di quella che si aspettava. E in tutto questo poi ci sono piccole fessure, ossia istanti capitati per caso nel frenetico correre progettare e realizzare. Sono i piccoli momenti in cui davvero si sta bene, niente manca, e tutto si concentra nell'istante. Non importa più il dove e il quando. E' in quell'istante che si respira benessere, pace e tranquillità. Sono i momenti in cui ci si rigenera, semplicemente si sorride. E a volte basta poco. Come tornare in un piccolo borgo di mare, che riporta indietro nel tempo quando le estati erano lunghissime. E riscoprirlo tantissimi anni dopo, fra i suoni della pineta, le stelle che sembrano più vicine fra pini marittimi odorosi e intensi, il gorgogliare delle cicale anche di notte. E improvvisamente tentare strade nuove, curiosare, e scoprire che il bello era proprio dietro l'angolo, come una discesa che porta dritti su un porticciolo salmastroso, poche barche, onde lievi e una splendida passeggiata a picco sul mare con la sola luce della luna piena. Ecco, in quegli istanti io sto bene, sono felice, completamente, e mi sento in pace con gli altri, col mondo, e soprattutto. Con me.
Note al margine: Ovviamente Zaanse Shans non è il borgo sul mare in questione, ma è un piccolo villaggio dell'Olanda, dove ho provato la stessa sensazione di serenità.


Era il senso del presagio, era il cielo estremamente denso, erano le pennellate forti e ricche di materia in maniera disperata, era il dramma reso colore, erano i miei colori preferiti sotto un cielo apparentemente tranquillo a essere invece cinetici, dinamici, agitati, turbati. Mi sono commossa, come se questo quadro fosse l’ultimo tentativo verso la speranza. Difatti poi si gira l’angolo, e davanti ci sono i campi di grano con i corvi.


Van Gogh Museo, foto di Erika
Erano decenni che non andavo allo zoo, e parlerò di Amsterdam iniziando dal suo zoo, che era proprio dinanzi all'hotel dove pernottavo. Inizio da qui, perchè è stato un tuffo nell'infanzia, toccare a distanza di tempo quel misto di stupore e tristezza che mi prendeva allo zoo. Adesso come allora, viene un po' di sofferenza nel vedere animali che ingabbiati non hanno senso, come ad esempio i felini: il loro posto è davvero altrove. Viene in mente la meravigliosa favola di Pennac sull'occhio del lupo, che tanto ha da ricordare sulla libertà e sul coraggio di aprire gli occhi. Ma quella è Parigi, e ora siamo a Amsterdam. A parte la tristezza, poi ci sono le risa e lo stupore dei bambini nel vedere gli animali delle loro favole concretizzarsi dinanzi a loro.
In effetti i felini e gli oranghi mi hanno rattristato un po', come del resto il Circo, sarebbe bello poterli vedere naturalmente nel loro habitat ( ma al momento un tale viaggio è impensabile) ma sono contraria agli zoo, agli acquri e compagnia, p
Ma sinceramente mi son emozionata nel vedere i grandi animali da vicino, come le bellissime giraffe, o il manto delle zebre: la natura è davvero fantastica ed anche se è banale, è straordinario rendersene conto, rinnovando stupore e quindi rispetto. Gli acquari eran strepitosi: il loro ovattato blu è qualcosa che sa placarmi e ricongiungermi con me stessa. E mi è piaciuta molto la riproduzione fedele di un canale di Amsterdam: un esempio istruttivo che apre un universo inimmaginabile. La tenerezza esplode soprattutto alla vista dei cuccioli, come le foche ed i pinguini. Dentro l'Artis ci sono poi i colori dei fiori olandesi a rallegrare il silenzio, specie da inaspettati cromatismi, che catturano gli occhi fino a rapirli. La casa delle farfalle con il suo umido fascino trasmette la bellezza e la vacuità dell'attimo imprendibile. Le farfalle sono meravigliose, leggere, affascinanti e spesso inafferrabili persino per gli occhi: planano vicinissimo e quando stai per fissare lo sguardo sono già altrove. Inoltre in questo ambiente per la gioia dei miei macro ci sono molte interessanti specie di fiori tropicali. E poi alcune curiosità, come le forme dei fenicotteri, ed i loro cartelli.
Sono stata davvero bene, anche se credo che lo zoo resti un discreto quesito etico. E' stata una mattinata davvero rilassante, bellissima, inattesa e non programmata: come annusare quel sapore d'infanzia e sentirne i brividi.
artis

chissà perchè mi vengono in mente i miei alunni

inquieta rassegnazione

naturale bn

voglia di tenerezza

elegantemente

simpatia

umide sensazioni

a wonderful world

voglia di tenerezza 2

la perfezione leggera dell'attimo

c'era una volta un canale

l'ovattato blu del mio silenzio

intrecci della natura

segnaletica

au revoir les enfants

Note al margine: altre immagini qui
Ovvero, variazioni ritmiche di un'estate. Di Amsterdam mi colpiva molto la volubilità del clima: a differenza della Normandia per esempio dove era sempre piovoso, ad Amsterdam nell'arco di 15 minuti il tempo cambiava almeno 3 volte passando dal sole alla pioggia e contemplando anche il ventoso. Ogni tanto ciò mi innervosiva, soprattutto per la mia tabella di marcia che prevedeva tra l'altro attività strettamente connesse al meteo, come pedalate e visite ai musei. Tuttosommato aveva per me un profondo fascino: ad Amsterdam c'è un ordine e un rigore spaventoso, le strade sono ben tenute, i canali regolari, come le case, e poi ci sono elementi che escono fuori dalle righe paradossalmente e in modo inaspettato, come le case che sono inclinate sul tetto verso il basso perchè si sviluppano soprattutto in altezza, oppure la magmatica gamma di cucine etniche presenti nel centro, l'eterogena folla nelle piazze, e il tempo. E in questi giorni, qui sul litorale, sembra di essere tornati lassù...Dopo tre giorni di pioggia, inaspettetamente apri la porta, ed ecco il sole. All'improvviso. E mi piace, forse perchè io stessa sono volubile, e scoprire che anche il cielo talvolta lo è, rende più vivibile la propria volubilità, e quindi, vulnerabilità ;)

Amsterdam, il sole nella pioggia, foto e testo Erika

Viareggio, la luce inaspettata del tramonto, foto e testo Erika
Note al margine: come negare il fascino dei contrasti...Ringrazio Asile per la bella ispirazione :)
Allora talvolta sdrucciolo sulle zoomate, come fossero curve pericolose, e mi perdo nel guardare le cose, forse una vertigine, un nodo allo stomaco, un malessere che stritola l'urlo e che si nutre dei miei sorrisi. Cerco limpidamente e con la mente vuota di guardare le cose, nel loro complesso, nel loro dettaglio, un irregolare avvicinanarsi e allontanarsi per averne una visione più nitida, obbiettiva e globale. Cambio prospettiva, cambio luogo, cambio la rotazione delle cose. Cerco di discernere le ombre, le sfumature, di sopraelevarmi, e di distinguere ciò che è solo sfondo. A volte è quasi un mal di mare, a volte è lo sguardo che semplicemente è malato. Lentamente si sfuoca, perdo di vista il mio essere e le mie coordinate sono punti di fuga inarrestabili. A volte resto ferma, e mi sento una paralisi dentro. Troverò il modo di guardare, di guardarmi, e allora forse, riuscirò. A sentirmi meno stanca, a ritrovare un certo essenziale benessere. ( Menomale ci son le metafore, che servono a dare parola a disagi talvolta irraccontabili...:)
Prove di visioni.



Testo e foto di Erika
Note al margine: C'è una tempesta fuori, sembra autunno inoltrato. Però ha un suo fascino questo cielo grigio: ventoso gonfio straripante, eppure leggero. In qualche modo, infonde speranza.
Cabo do Roca, Portogallo, foto Di Erika, 10 anni fa ;)
Note al margine: sottofondo musicale ideale: The Lonely Shepherd

Viareggio, Quelli che aspettano, più o meno. Statua di G.Francesconi, su idea di Inaco Biancalana, stato emotivo di oggi.
Foto di Erika
Note al margine: quelli che aspettano eterni ritorni, quelli che aspettano la prima lacrima che soffoca la gola e brucia negli occhi, quelli che aspettano l'onda perfetta per smarrirsi, quelli che aspettano il più rosso dei tramonti per gridare nel crepuscolo e ammazzare il silenzio dentro, quelli che aspettano altri orizzonti e nuove partenze, quelli che aspettano l'ultima parola, la carezza impaziente e il thè verde alla menta bollente sulle labbra, i colori di un mandala perso nelle notti estive, lo schiaffo della tempesta, la quiete del vivere che non c'è. Quelli che aspettano il deserto dentro. Quelli che aspettano i ricordi a cullare le paure di oggi, la controluce per consolare ciascuno il proprio lato triste, e solo. Quelli che ancora aspettano il grande passo, e quelli che il passo l'han perduti in corridoi solo andata. Quelli sonnolenti che non si arrendono, e aspettano la stella cadente in cielo o nell'orto il grande cocomero. Quelli che aspettano l'amico ritrovato, la punta scalfita nell'orgoglio, il vestito a misura dei propri desideri e non il rovescio, il libro smarrito, il paese delle meraviglie, un attimo soffice, come zucchero filato. Quelli che aspettano. Solo due occhi. Per riflettersi. E in essi non vergognarsi. Di piangere.
Ovunque siate...:)


" Riverberi di sapori"; Amsterdam, mercato,2007, testo e foto di Erika
Specifichiamo: la spesa la so fare, ma è la prima spesa per la "mia" casina. E specifichiamo che io non sono propriamente una massaia, ma amo il gusto e per me cucinare è creatività e piacere, altrimenti il sottotitolo del blog non sarebbe Keziah ( in ebraico= odore di cannella). Per diversi motivi tecnici e metereologici ero sola al supermercato, e quindi mi pareva di essere Pinocchio nel paese dei balocchi o Alice in wonderland...scegliete voi. La mia prima spesa è stata una spesa mirata per una cucina fredda, visto che abbiamo il frigo, ma non il piano cottura. In compenso: la macchinetta moka elettrica è una bellissima invenzione...
La mia prima spesa mi ha dato un grande senso di libertà: si, comprare i gusti e le cose che davvero mi piacciono, e non che sono "tradizionalmente" della mia famiglia. Sono cresciuta in una famiglia numerosa e quindi a volte è stato difficile farsi spazio, o delimitare confini...e quindi...il carrello era strapieno...di:
thè freddo al limone, thè freddo alla pesca, tisane twinings miste, thè verde e burro, ( in onore di Bertolucci), marmellata albicocca e lime ( in onore alla mia parete lime), marmellata fragole e mirtilli ( in onore di Bergmann), zucchero di canna, caffè, oliera e company, olio d'oliva ( ma quanto costa!!!), cipolle bianche, carpaccio di carne, funghu&rucola ( da abbinare al precedente), fagioli cannellini, tonno naturale ( da abbinare al precedente), insalata iceberg ( questa a chi si dedica??), parmigiano, asiago, prosciutto cotto per toast, sottilette fila e fonditi, pane, tappetino scolastoviglie, origano, pepe di tutti i colori, sale di sicilia, latte e tonico 2 in 1 ( non da mangiare), cotone, birra leffe blonde, cereali, limoni, mozzarella, capperi, succi di frutta mango e pesca, pomodori, basilico, origano, crackers....
Note al margine: Si nota che sono stata attratta dalle accoppiate strane...( vedi succhi di frutta e marmellate ), il che fa evincere la mia innata curiosità;)