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Così Giverny è qualcosa di più di un giardino. E’ l’insieme sintetico di Monet, quasi esasperato nel tentativo di una vita di catturare la luce, pervaderla fino a rubarla, fino a non vederci più per aver troppo consumato lo sguardo..jpg)



Di mare, e libertà. Testo e foto di Erika
Note al margine: Mi han emozionato il post di Maria, e un post di Alderaban. Ho imparato che mi piace più stuccare che imbiancare, che col pennello piuttosto che col rullo la vernice va più probabilmente sul muro che addosso a me e che i teli di nylon sul pavimento son una grande invenzione. Che nel fare le cose si impara molto, a starci dentro, a stare con se stessi. Che è bello essere sereni. E che i pomeriggi al mare son sempre molto, molto benefici, per me. e pertanto...irrinunciabili e vitali :)

testo e foto di Erika
Note al margine: Da leggersi degustando
Oggi è il primo giorno d'estate. Io rinasco ad ogni estate, per temperamento è la mia stagione, assolutamente...per cui, buon solistizio a tutti.


Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dreamed of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Blue birds fly
And the dreams that you dreamed of
Dreams really do come true
Someday I'll wish upon a star
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney tops thats where you'll find me
Somewhere over the rainbow bluebirds fly
And the dreams that you dare to, oh why, oh why can't I?
Well I see trees of green and
Red roses too,
I'll watch them bloom for me and you
And I think to myself
What a wonderful world
Well I see skies of blue and I see clouds of white
And the brightness of day
I like the dark and I think to myself
What a wonderful world
The colors of the rainbow so pretty in the sky
Are also on the faces of people passing by
I see friends shaking hands
Saying, "How do you do?"
They're really saying, I love you
I hear babies cry and I watch them grow,
They'll learn much more than
We'll know
And I think to myself
What a wonderful world
Someday I'll wish upon a star,
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney top thats where you'll find me
Somewhere over the rainbow way up high
And the dreams that you dare to, oh why, oh why can't I?

Note al margine: Questa canzone è semplicemente perfetta. E' semplicemente me in questo momento. Ho vissuto dei giorni intensi, dentro pienamente la mia vita, un po' a centrifuga, più di 345 battiti al secondo, e al tempo stesso come se il mio dentro planasse tra i colori. Tutto in 48 ore. Canzoni, battiti, colori, 8 ore in un teatro con 180 bambini, insegnanti, ballerine figuranti, scenografie, lampi e fumi. L'ebrezza dei passi sul palco, l'adrenalina che esplode da dietro le quinte, i fiori sull'applauso finale, il sorriso dei bimbi che ripaga ogni timore, ogni stanchezza. Quella poesia che è tangibile proprio in una frenesia eccitante e coinvoglente che è il teatro, dove la sinergia diventa passione perfettamenta accordata col pubblico in un dialogo invisibile eppure toccante. Brividi e pelle d'oca. Quel tempo stritolato e pieno al buio della sala, e nell'attesa. Un'emozione davvero forte e bellissima, di quelle che tolgono il respiro, che tagliano il mondo fuori da tutto, così che per quelle ore sembra di essere in un'altra dimensione, un'altra storia, eppure essere l' proprio con tutti se stessi, e anche oltre, fin dove l'anima di allarga. E in mezzo a tutto questo, poter dire "Habemus casa", si quel nido in affitto di tipo bohemien che in realtà ci era piaciuto, nel suo anticonformismo, ma che appena entrati abbiamo sentito subito "nostro". Tutto in 48 ore, ma solo ora pian piano me ne sto rendendo conto. Oggi, il giorno dopo questa maratana emotiva, son stata praticamente come dopo una sbornia, un lungo sonno, camminava ma diafana. Lentamente sto ritornando in me, lentamente sto prendendo coscienza di tutto ciò che ho vissuto. E, invece rapidamente, la mia felicità impazzisce. L'euforia diviene si, felicità. E la prova evidente è che tutto ciò mi riempie ( e come mi accade nei momenti così...niente fame, il che è un grande segnale psicosomatico;) Brindate, applaudite, cantate, ridete. Perchè sul mio viso potete fare vedere tutto ciò. E a tutti tutti, e soprattutto agli amici che ci son stati vicini fra i bytes e al di qua dei bytes, il mio grande grazie. E questa canzone che è appunto " me medesima" in questo momento. In una versione dolcissima, da indulgere sul mio visibile sonno...
E poi accade che intorno ai 30 , e forse l’età non è un caso, le librerie si riempino di manuali semiseri, patologici, specifici, scientifici sul rapporto amoroso, o, più genericamente sul rapporto uomo-donna. Così, pur avendo le mie remore personali verso l’ambiente della psicologia divulgativa, mi sono messa a leggere questi libri capitati tra le mani come regali o indicazioni di persone a me care. Non sono testi sessisti né femministi, in genere tendono a “far vedere” ciascuno col suo stile e il proprio ideale, le differenze tra uomo e donna, per una convivenza più costruttiva e comprensiva. Alla fine, come ogni viaggio, se ne torna con un’idea più ampia, non solo sull’altro sesso, ma su se stessi, e questo è comunque un merito che va a queste letture. Ci sono altre letture per me preziose, che mi hanno aperto gli occhi e il cuore ( Frammenti di un discorso amoroso di Barthes, e Simposio di Platone ) ma non li ho inseriti perchè più "filosofici", li ritengo comunque noteovoli e indispensabili. Di seguito gli elenco con il mio personalissimo commento. E in ordine rigorosamente crescente, secondo il mio punto di vista, dalla futilità all’indispensabilità. Seppure l'amore insegna, ma non si fa imparare, come dice un canzone...
Perché gli uomini possono fare una sola cosa per volta di Allan e Barbara Paese, ed. Sonzogno.
Questo è un libricino piccolo, scorrevole, divertente, una lettura apparentemente leggera che in chiave ironica sa trasmettere alcuni nodi di incontro e scontro tra i due sessi. Gli argomenti sono trattati in superficie, però può essere utile per avere a portata di mano risposte epocali, come sul come mai le donne non sappiano orientarsi mentre guidano….
Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere di J.Gray ed. Sonzogno
Questo è un vero è proprio manuale, proprio nella sua struttura e finalità. E’ incentrato sul concetto della diversità tra uomo e donna a livello comportamentale, cognitivo e linguistico, e, sullo stile americano alterna teoria ad esempi pratici. Ora personalmente mi va un po’ stretta la trasmissione di risoluzione di conflitti e problemi a mo’ di ricetta gastronomica ( tipo: istruzioni per l’uso). Tuttosommato devo dire che l’ho apprezzato molto, si legge bene, ed è stato illuminante su molte questioni riguardanti l’idea di me e il mio rapporto con gli uomini, in particolare uno, il grande misterioso, il primo uomo con cui si ha a che fare e, nel mio caso, problematicamente. Ossia, mio padre.
La dipendenza amorosa F.Xavier Pudat, ed Castelvecchi
Il testo di questo psicoterapeuta francese presenta un approccio clinico nei confronti dei rapporti amorosi che evolvono nella dipendenza da quella più sottile a quella patologica. La discussione dei temi è resa con un linguaggio molto specifico e professionale, che a volte fa perdere il piacere della lettura. Però è un punto di vista davvero interessante, e ho apprezzato molto, da autentica cinefila, l’elenco dei film sul tema, per una filmografia ad hoc, dalla dipendenza al “semplice” incontro con l’altro.
La via del matrimonio, L.Schierse Leonard, ed Astrolabio
L’autrice è un’analista junghiana, e struttura il libro intendo come matrimonio quello interiore, ossia l’incontro profondo e autentico con l’altro e con sé. Come vedete è in vetta alla mia personale classifica, probabilmente per la struttura e il materiale che l’autrice ha utilizzato. I punti di riferimento per questo exursus sono alcune fiabe classiche utilizzate come teatro del “sé”, e topos comportamentali e situazionali che nel viaggio di incontro con sé e l’altro si sperimentano. Mi piace molto, da amante delle fiabe, questo tipo di approccio. Numerose le incursioni con il poeta Rilke che già apprezzavo, ma che, in questa ottica psicoanalitica, è veramente fenomenale. Consigliato a chi ama la letteratura, oltre che la lettura, e che sa vedere nelle storie la propria storia, e ricrearla.
Donne che corrono con i lupi. C.Pinkola Estès, ed. Frassinelli
Questo libro cult, a volte erroneamente accusato di femminismo in modo sarcastico, è un saggio antropologico e psicologico sull’identità femminile. Anche questo testo è basato sulle storie raccontate in diverse culture del mondo, ed un viaggio alla scoperta della natura istintiva e “selvaggia” della donna. E’ un libro che ho trovato davvero adatto a me, per come sono fatta io, iper razionale e passionale al tempo stesso…Mi ha dato quella spinta a lasciarmi andare e far convivere questi due miei aspetti, e mi ha aiutato molto a comprendere il rapporto con il mio compagno. E’ una lettura lunga, che va assaporata ma bellissima e “piena”. La consiglio vivamente, a tutti, donne e uomini.

Foto tratta dal film " Jules et Jim", di Truffaut, emblema di uomini, donne, amicizie, amori...
Note al margine: Al termine di questi manuali, sopravvive in me un'idea letteraria rinfrescatami da Ippocampo, ossia una citazione di Calvino nelle Città Invisibili, citazione con cui concretamente ho dato o tolto spazio alle mie passioni, verso cose e persone:
L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
se ce n'è uno, è quello che è gia qui, l'inferno che
abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due
modi ci sono per non soffrirne. IL primo riesce facile
a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto
di non vederlo più. Il secondo è più rischioso ed esige
attenzione e apprendimento continui: cercare e saper
riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e
farlo durare, e dargli spazio.

