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giovedì, 30 marzo 2006

Sakura

Allegria scivolata nei giri di lenzuola
quasi un dolcissimo battere
i liquefatti istanti luccicanti.

I fremiti brindano ad occhi aperti
di un sidro salmastro
distillato tra ombrose fessure.


Un grido ancora
e ancora nodi senza più dolore
tra le membra.

Attesa inarresa ostinata e imbattuta

canta la lieve fioritura di pelle in pelle:

il mio mare impollinato di te .


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intermittenze

lunedì, 27 marzo 2006

Prima del caimano

Prima del caimano, che poi il caimano vero e proprio, ammesso che resti nei cinema, vorrei riuscire a vederlo nel prossimo wend.
Prima del caimano c'è stato proprio l'evento caimano che ha catalizzato la mia attenzione...
Da quando seguo il cinema con un po' di attenzione, credo di non aver mai ricordato una cosa del genere.
Moretti è un regista che si ama o si odia. Io appartengo alla prima categoria, da più di metà della mia vita, sono nata e cresciuta coi suoi film, li ho visti divorati e discussi in famiglia, con gli amici, nei cineclub, agli esami, fanno parte in qualche modo di me, e della mia storia, ma questa è autobiografia e non c'entra molto. Quello che mi ha messo quasi timore è stato tutto il contorno di quello che intorno al film è accaduto. Pagine e pagine di giornali intenti definire, detrarre, elogiare il film. Soprattutto nei giorni imminenti l'uscita, ho visto il mondo dei mass media, e ormai quasi per antonomasia, dei politici, occuparsi non del film in se stesso, ma del fatto puramente politico. Condannato da destra, messo a distanza dalla sinistra ( paragonata in questo caso da F.9/11 con una facile equazione, come se il pubblico italiano e statunitense sia omologato, così come un documentario di propaganda rispetto ad un film che non giustifica nessuno, nè destra nè sinistra) " Il caimano " si è infilato nella campagna elettorale come un pacco esplosivo. Mi ha fatto riflettere il fatto che così si è perso di vista l'essenza del film , ossia che prima di tutto, prima ancora di una portata ideologica e personale, " Il caimano" sia proprio un film, e quindi un prodotto-espressione artistica, e che dietro c'è un regista, che al di là della sua collocazione politica, è un artista. Prendere il caimano esclusivamente come fenomeno politico, significa a mio avviso strumentalizzare il cinema, e quindi l'arte, per i meri fini propagandistici, impoverire l'anima stessa del film. Mi dispiace aver constatato questa tendenza, aver perso di vista il soggetto film mettendo in primo piano le eventuali conseguenze del medesimo prima ancora che il medesimo stesso. Una sorta di messa in ombra dell'autonomia artistica quandoanche essa sia palesemente e criticamente schierata. Dall'altro lato, la minaccia o il timore che un lungometraggio possa in qualche modo spostare dei voti come Ruini, mi fa sorridere....poichè tale polemica non è stata suscitata da nessun romanzo nè da nessun quadro, che il cinema sia rimasta l'ultima arte capace ancora di scuotere le coscienze, ,data anche la sua identità di mass media e talvolta, al tempo stesso, di prodotto culturale?
E poi da quanto ho letto il caimano racconta anche una storia relazionale difficile, racconta la difficoltà di fare cinema in Italia, e poi la situazione politica sotto gli occhi di tutti.
Si. Andrò a vedere il caimano. Cercando un po' di silenzio per gustarmi l'effetto cinema...
Buona visione.

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giovedì, 23 marzo 2006

QUALCOSA DI MOLTO MOLTO FRIVOLO....PRIMA L'IMMAGINE!

Dunque, come ogni anno alla fine di qsiasi corso, c'è sempre qsa da produrre.... ho partecipato a un corso di fotografia e c'è da fare una collettiva
il tema della mostra di fne corso è la strada...intesa nei dettagli , nelle panoramiche, come cammino...insomma molto ampio come senso :)
io sono indecisa tra queste foto ....
purtroppo non sono molte anche perchè il tempo inizia ora a essere clemente....:(
Insomma ditemi la vs classifica fra queste che poi fo il conteggio :)
e grazie...della partecipazione ^_^
  Mi sa che per il momento passo e chiudo...pausa wend ( alèèèè) quindi non avete scuse per non fare i compiti ;)

Buon wend a tutti!!!

UNO SGUARDO AL DI Là DEL PONTE

VOGLIA DI PRIMAVERA

I COLORI NON PIANGONO

SULLA SPIAGGIA AL DI LA' DEL MOLO

METAFORE

OLTRE

IL GIOCO DEL ROVESCIO

GEOMETRIE

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photopoeme

mercoledì, 22 marzo 2006

Il cielo astrale politcamente corretto

In questa convalescenza, invece che consultare le stelle mi son messa a giocare con questo sito http://www1.voisietequi.it  pre campagna elettorale ( anche se secondo me le domande son cmq poste in modo schierato) che ho trovato con tanto di amabile commento sul sito di Marcel
Dopo una serie di domande il sito con tanto di grafico come una mappa astrale indica la posizione del soggetto rispetto alla miriade di partiti.... direi che ci ha preso abbastanza...

la legenda completa della mappa è qui : http://www1.voisietequi.it/risposteUtente/risultato/key/1af201be

Buon divertimento!!!

Note al margine: eniff, più leggero di così di prima mattina non trovo altro ;)

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martedì, 21 marzo 2006

Belleville

E’ primavera e c’è voglia di caldo di sole di maglie leggere malgrado il cielo di piombo.
E’ voglia di camminare a piedi nudi, di polsi liberi, di pensieri che non si interrogano in troppi nodi su se stessi, è voglia di respiri freschi sul collo, fino a tatuarne l’intensità.
E’ primavera ed io respiro i profumi di fiori immaginati dentro cui riposano finalmente i miei pensieri.
Voglio impollinarmi gli sguardi di tutta la luce che c’è.
E sentirla battere sulla pelle la luce calda fino a sciogliersi come liquido elettrizzante e felice. Non resto in disparte per paura di rotolarmi nella rugiada fra l'erba nuova.
Adesso, si adesso il mio adesso è trasparente, rigoglioso, lo vedo e ne tocco la bellezza, nelle felicità. Nel silenzio delle corde vocali sento; il battito del mio cuore.
No, non è un sogno.
E’ primavera e sui miei fogli bianchi lettere azzurre scrivono e sognano. Un viaggio.
Ti porterò a Belleville e tutto sarà ancora più magico, più bello, più forte persino di un romanzo.
La vita adesso è pura fioritura.

Parc du Belleville, Paris

Note al margine: E questa inquadratura mi ricorda tanto un scorcio di Boboli....

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il diario di monique

lunedì, 20 marzo 2006

Girerò per le strade finché non sarò stanca morta,saprò vivere sola e fissare negli occhi ogni volto che passa e restare la stessa.Questo fresco che sale a cercarmi le vene è un risveglio che mai nel mattino ho provato così vero: soltanto,mi sento più forte che il mio corpo,e un tremore più freddo accompagna il mattino.Son lontani i mattini che avevo vent´anni.E domani,ventuno: domani uscirò per le strade,ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.Da domani la gente riprende a vedermi e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi e specchiarmi in vetrine.I mattini di un tempo,ero giovane e non lo sapevo,e nemmeno sapevo di esser io che passavo,una donna,padrona di se stessa.La magra bambina che fui si è svegliata da un pianto durato per anni: ora è come quel pianto non fosse mai stato.


E desidero solo colori.I colori non piangono,

sono come un risveglio: domani i colori torneranno.Ciascuna uscirà per la strada,ogni corpo un colore,perfino i bambini.Questo corpo vestito di rosso leggero dopo tanto pallore riavrà la sua vita.Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d´esser io: gettando un´occhiata,mi vedrò tra la gente.Ogni nuovo mattino,uscirò per le strade cercando i colori.

( C. Pavese )

Casale M.mo ( Pi ), Marzo 2006

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domenica, 19 marzo 2006

Era quasi una Nike, che si buttava nelle cose fino a succhiarne il midollo delle ossa. Non calcolava il costo di certi voli, si buttava e via. Se fosse stata fragile o forte questo nessuno lo saprebbe dire. Cosa sa dire adesso? Che lei adesso è al di qua. Al di qua di ogni schermo che non le buca il cuore, di ogni libro che non riesce a leggere, di ogni sogno che non riesce a immaginare, di ogni foglio bianco che non riesce a riempire. Ha sondato il fondo e ha trovato motivi facili. Per tutti i luoghi da cui se ne è andata. Per tutti i capitoli rilegati senza appendici aggiunte. Per tutte le voci che in tanti anni sono state con lei, e restano silenzio adesso, silenzio che parla nei luoghi in cui prima erano musica.

E' come se esistesse un involucro insuperabile tra lei e tutto il resto, e anche tra lei e parte di lei. Inutili tentativi di fotografare la parte invisibile delle sensazioni.

Eppure ci sono abbondanze nel suo cuore, persone trovate e ritrovate che sanno rendere i suoi giorni anzi i suoi minuti speciali. E anche lei non si è mai sentita così speciale.

Dilaniante doppio binario tra l'euforia di cosciente protagonista del proprio palco senza finzione nè gioco delle parti, e cinica spettatrice troppo sterile con se stessa.

Sente . Sente ad esempio il fiatone di chi prende la ricorsa per km senza che i piedi si stacchino. Come una vittoria di Samotracia, con gli occhi e la testa ma senza ali.

Forse è un momento, forse un cambiamento, forse deve accettare che quella beata e incosciente leggerezza di chi sa succhiare il midollo dell'osso non c'è.
Quella leggerezza ormai è lontana. E' rimasta sul selciato l'ultima volta che ha preso il volo finendo senza attenuanti sul suolo, con un grande boom.

Vuole ancora crederci. Si, adesso lo vuole.

Che tutto ciò di certo non ha lasciato solo questa tremolante sensazione di grigio pallido dentro. Perchè alla fine nelle fiabe gli angeli perdono le ali è proprio quando la vita, la vita vera irrompe, senza antidoti, più forte che mai....


Note al margine: e tutto questo "tagghiamolo" in senza perdere la tenerezza, che ci vuole   :)

Tatuato su: erika_luna a 19:20 | link | commenti (3) |
senza perdere la tenerezza

domenica, 05 marzo 2006

Cartolina.

Cartolina a richiesta, cartolina di inizio marzo, che odora di primavera ma non si consola della pioggia. Cerco immagini che sappiano di strada per una mostra fotografica, ma trovo solo ponti, o forse sono i miei occhi che li cercano.E domani anche questo corso di fotografia finisce, è l'ultima lezione, un po' di dispiacere come ogni volta che si conclude un percorso, ma anche molto piacere...non tanto per tutti quei numeri suglu obbiettivi che erano per me arcani ora meno misteriosi, ma per le storie lette nelle foto altrui, per gli sguardi raccolti e perchè sento di avere uno sguardo meno distratto quando mi guardo intorno. Cartolina a richiesta di giro di boa nel lavoro, ancora dissapori, lo sapevamo dall'inizio che otto persone nuove messe insieme per caso avrebbero avuto un viaggio difficile, ma ora a volte si sente la stanchezza di capire, di accettare, di comprendere l'altro. E poi tutte ci sepraremo ognuna per la propria strada, per la propria storia. Per fortuna che ci sono loro, i bambini, i cui sorrisi sono senza data di scadenza, alla fine è per loro che siamo lì, almeno io, si. Cartolina di numerose visioni cinematografiche, e ancora tanta voglia di cinema, ma non da vedere bensì da fare, piccole storie corte, come un cortometraggio. In diretta adesso gli ultimi spari del Carnevale, baccanale stancante per chi non ha i coriandoli nelle vene. Felice molto felice, cerco di leggere " Il maestro e Margherita", innamorata molto innamorata e anche amata molto amata ma per questo ci vuole più di una cartolina. Bicicletta, passeggiate lunghissime, il gusto bellissimo di muoversi. Mi manca la voglia di scrivere e allora per questo sto zitta. Si, ci sono momenti, soprattutto quando sto bene, in cui le parole non mi vengono e ricorro ad altri modi per fermare gli istanti, ma ci passo di qui e ci lascio la scia come questa cartolina, fuori stagione, fuori tempo ma dentro al cuore. Ho sognato un esame in cui mi interrogavano su un libro di Calvino che non esiste, protagonista era uno scrittore che compiva trentanni nel 1967. E allora nel sogno mentre parlavo di Calvino mi son trovata a Parigi vicino alla Cineteque e Bertolucci mi raccontava il suo 68 a Parigi.  Chissà se c'è mai stato. Altro che tango, solo sognatori. Solo. Un abbraccio, senza nessuno oblio, ma con molti, molti sorrisi.

Tatuato su: erika_luna a 19:59 | link | commenti (13) |
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